LA SENTENZA

Abruzzo. Corte Costituzionale: «illegittima la legge che blocca il gasdotto Snam»

La Regione ha invaso il campo di azione legislativa demandata allo Stato

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ABRUZZO. La legge che limita la realizzazione di impianti di interesse nazionale come i gasdotti ma non solo è anticostituzionale.
 
Arriva dunque un netto no alle limitazioni sul territorio regionale di opere infrastrutturali importanti.
La Corte Costituzionale ha bocciato la legge della Regione Abruzzo che disciplinava la localizzazione di centrali di compressione del gas in aree sismiche. In provincia dell'Aquila, a Sulmona, dovrebbe sorgere una centrale di compressione del gas che fa parte del metanodotto Snam Brindisi-Minerbio.
Secondo la Consulta, la legge regionale n.14 del 7 giugno 2013 ha violato l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, sulle competenze statali e regionali di legiferare in materia di «produzione, trasporto e distribuzionale nazionale di energia».
 «Nel caso in esame - si legge nella sentenza - la disposizione censurata, consentendo la localizzazione delle centrali di compressione a gas soltanto al di fuori delle zone sismiche classificate di prima categoria produce l'effetto di limitare la realizzazione di impianti di interesse nazionale in determinate aree del territorio regionale».
«Questa Corte - prosegue la Consulta - si è già pronunciata sulla legittimità costituzionale di analoghe disposizioni di legge regionale, in riferimento agli stessi parametri evocati nel presente giudizio. Con la sentenza n.182 del 2013, è stato infatti dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art.3 della legge della Regione Abruzzo 19 giugno 2012, n.28, che, tra l' altro, introduceva l'incompatibilità tra la localizzazione degli impianti di compressione a gas connessi alla realizzazione dei gasdotti e le aree sismiche classificate di prima categoria».
«Alla stessa stregua della disposizione di legge regionale allora censurata dalla Corte - si sottolinea nella sentenza - anche la norma impugnata nell'odierno giudizio, recante integrazioni apportate alla legge reg.Abruzzo n.2 del 2008, stabilisce un'incompatibilità a priori tra le zone sismiche di prima categoria e la localizzazione delle centrali di compressione a gas», in contrasto con una serie di norme.
«In linea generale è precluso alla legge regionale ostacolare gli obiettivi sottesi ad interessi ascrivibili alla sfera dei principi individuati dal legislatore statale, mentre, nello stesso tempo, lo Stato è tenuto a preservare uno spazio alle scelte normative di pertinenza regionale, che può essere negato soltanto nel caso in cui esse generino l’impossibilità, o comunque l’estrema ed oggettiva difficoltà, a conseguire i predetti obiettivi (ex plurimis, sentenza n. 278 del 2010)» si legge ancora.
«Spetta pertanto soltanto al legislatore statale dettare norme di principio volte a contemperare l’indispensabile coinvolgimento dei diversi livelli territoriali di governo con le ragionevoli esigenze di semplificazione amministrativa e di certezza circa la conclusione dei procedimenti che, rispondendo ad esigenze unitarie al fine della localizzazione degli impianti di interesse nazionale, devono essere garantite in modo uniforme sull’intero territorio dello Stato (tra le tante, sentenze n. 364 del 2006, n. 383 e n. 336 del 2005)».
La Regione Abruzzo non si era costituita in giudizio davanti alla Corte Costituzionale dopo una valutazione tecnica della vicenda successiva al parere arrivato dall'Avvocatura regionale.

LEGGE ABRUZZO. Gasdotto Snam Sentenza Corte Costituzionale