SALUTE

«Milioni donne salve dal cancro al seno grazie alla diagnosi precoce»

Masetti (Komen Italia):«ma la crisi pesa sulla prevenzione»

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«Milioni donne salve dal cancro al seno grazie alla diagnosi precoce»



 

ROMA.  Milioni di vite salvate grazie alla diagnosi precoce. Sono quelle delle donne che, per effetto della tempestività degli interventi medici, sono riuscite a sconfiggere il cancro al seno. A rilanciare l'importanza fondamentale della prevenzione e dei controlli contro questa patologia, che resta il 'big killer' per il sesso femminile, è Riccardo Masetti, presidente di Komen Italia e direttore del centro Senologia del Policlinico Gemelli di Roma, alla vigilia della 15/a edizione della 'Race for the cure', la Corsa contro il cancro in programma nella Capitale dal 16 al 18 maggio.
 La Ricerca, spiega Masetti, «sta facendo grandi passi avanti ed oggi siamo in grado di capire molti meccanismi relativi all'insorgenza dei tumori, ma c'è ancora tanta strada da fare e, purtroppo, i tagli alle risorse di questi anni hanno avuto una ricaduta negativa anche sul settore della prevenzione. La crisi si è cioè sentita nel settore Salute, anche se il ministro Beatrice Lorenzin ha fatto del proprio meglio per evitare i tagli».
 Eppure, rileva, «investire in prevenzione si traduce in un vantaggio economico per lo Stato". Da qui l'importanza di iniziative come la 'Race', che "consentono di integrare i fondi per la Ricerca e mantenere alta l'attenzione sul tema».
 Proprio prevenzione, Ricerca e diagnosi tempestiva rappresentano infatti le armi vincenti contro il cancro al seno, che resta la principale causa di morte tra le donne oltre i 35 anni e registra circa 50mila nuovi casi ogni anno solo in Italia (sono 1,6 mln l'anno i nuovi casi nel mondo). Se diagnosticato negli stadi più precoci, tuttavia, afferma Masetti, il cancro al seno è «altamente curabile», con oltre il 90% di possibilità di guarigione. Spesso però, avverte, «molte donne sono ancora restie rispetto alla prevenzione perchè persiste la paura di scoprire la malattia. E' proprio contro questa paura che vogliamo combattere, perchè è l'elemento che 'frena' e crea maggiori danni».
 Insomma, è il messaggio dell'esperto, «bisogna rompere il 'cerchio' di paura intorno a questa patologia e affrontarla».
 Se la guerra non è ancora vinta, infatti, «negli ultimi 5 anni la mortalità ha subito una flessione: ciò significa - conclude Masetti - che oggi siamo più bravi sia nel curare questo tipo di tumore sia nell'identificarlo in fasi sempre più precoci».