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Salone del Libro, registrazione d’epoca con la voce di D’Annunzio

Venerdì l’incontro della fondazione Il Vittoriale

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Salone del Libro, registrazione d’epoca con la voce di D’Annunzio




CULTURA, TORINO. Nell’ambito del XXVII Salone Internazionale del Libro di Torino, venerdì 9 maggio alle ore 20.00 in Sala Professionali si terrà l’incontro “Verba manent: la voce di d’Annunzio”, organizzato dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni e il reparto di fonica dei RIS, in cui verranno presentati i risultati di un importante studio scientifico condotto su una registrazione d’epoca, che ha portato al riconoscimento della voce originale di Gabriele d’Annunzio.
Dopo i saluti istituzionali di Giordano Bruno Guerri e Alessandro Luciano, presidenti rispettivamente del Vittoriale e della FUB, interverranno l’ingegner Andrea Paoloni della Bordoni, il professor Luciano Romito dell’Università delle Calabrie e il maggiore Ciampini, della sezione di riconoscimento del parlato del RACIS, che faranno ascoltare la registrazione della voce di d’Annunzio, impegnato nella lettura del discorso commemorativo che il Vate scrisse per il funerale del capitano Vittorio Bellipanni, eroe della Prima Guerra Mondiale, celebrato nella cattedrale di Udine il 12 giugno 1917.
Il manoscritto del discorso commemorativo è conservato presso i Carabinieri. La registrazione, oggi depositata presso il Museo storico dell'Arma, venne originariamente incisa su di un rullo di cera nella cattedrale di Udine. Il rullo era in possesso di una lontana nipote di d'Annunzio, che ne riversò il contenuto su una cassetta, consegnata allo storico Francesco Grisi (autore della Storia dei Carabinieri) e presentata nel 1996 a Roma a Palazzo Cenci, in occasione delle celebrazioni per il 182° annuale di fondazione della Benemerita.
Benché non vi siano testimonianze d’archivio sulla presenza di d’Annunzio al funerale del capitano Bellipanni, la collaborazione tra la Fondazione Bordoni e il reparto scientifico dei Carabinieri - che affonda lontane radici nel 1979, quando la perizia relativa al caso Moro richiese i primi studi approfonditi di riconoscimento del parlante a scopo forense – ha consentito agli esperti di applicare il sistema IDEM di identificazione del parlante alla registrazione della presunta voce del Vate.
A partire da quella che a oggi era considerata l’unica testimonianza certa della voce di d’Annunzio (udibile a tratti in un vecchio filmato dell’Istituto Luce in cui il Vate intrattiene alcune ospiti al Vittoriale recitando un passo della Divina Commedia), lo studio della nuova registrazione si è basato sull’estrazione di campioni di voce e sul confronto con particolari caratteristiche acustiche tra le più rappresentative della voce di un individuo e meno influenzate dal canale di trasmissione (come le formanti delle vocali e la frequenza fondamentale). Sulla base di approfondite analisi gli esperti sono quindi giunti alla conclusione che quella incisa sul nastro in questione sia la reale voce di Gabriele d’Annunzio.