LA SENTENZA

Lusi: ex tesoriere Margherita condannato a otto anni

L’accusa: appropriazione di oltre 25 milioni di fondi del partito

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Luigi  Lusi

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ROMA. L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi è stato condannato a otto anni di reclusione per essersi appropriato di oltre 25 milioni di euro di fondi destinati al partito.
Lo ha deciso il tribunale di Roma. Il tribunale di Roma ha condannato anche gli altri tre imputati. In particolare, condanne per i commercialisti Mario Montecchia (a tre anni e 6 mesi) e Giovanni Sebastio (a due anni e 8 mesi). Condanna anche ad un anno e 2 mesi per l'ex collaboratrice Diana Ferri per la quale la procura aveva chiesto l'assoluzione.
I giudici della IV sezione penale del tribunale di Roma hanno assolto Lusi dall'accusa di associazione a delinquere ma per l'ex tesoriere Dl resta, oltre alla condanna per appropriazione indebita, anche quella relativa all'accusa di calunnia ai danni di Francesco Rutelli.
Lusi era accusato di appropriazione indebita (20 mln di euro sottratti alle casse della Margherita) e di concorso in intestazione fittizia di beni.
Dalle indagini è emerso che Lusi avrebbe speso 70 mila euro per una settimana alle Bahamas, pranzato con spaghetti al caviale (180 euro il piatto) al Pantheon e pranzi a Carsoli da 1.500 euro. E poi viaggi esclusivi a Londra, New York, Parigi. Faceva la bella vita, insomma, e a pagare erano le casse della Margherita.
Secondo la ricostruzione della procura di Roma sono transitati dalla cassaforte della Margherita alla società Ttt Srl (si contano almeno 90 bonifici diversi), una società riconducibile al senatore. I soldi venivano trasferiti con la causale «pagamento di fatture per consulenze».
Da qui, poi, avrebbero preso strade diverse tramite bonifici bancari. Ci sono ad esempio 49 mila euro finiti direttamente nel conto personale dell’ex tesoriere, 1,9 milioni di euro sono stati utilizzati per l’acquisto di un appartamento in via Monserrato 24 a Roma, 272mila euro sono finiti alla Luigia Ltd, società canadese sempre riconducibile a Lusi, 60 mila euro allo studio legale Lusi (il suo), 119.000 euro allo studio di architettura canadese Giannone-Petricone. 5,1 milioni sono serviti per pagare le imposte mentre gli ultimi 4,6 milioni di euro sono stati versati in due tranches alla ‘Paradiso Immobiliare’ un'azienda canadese che si occupa di transazioni di stabili e appartamenti e parte di quei soldi sarebbero serviti per acquistare una villa a Genzano, ai Castelli Romani. La causale dei versamenti, però, è sempre la stessa: ‘consulenza’.