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Rai Abruzzo, mobilitazione per scongiurare accorpamento con Puglia

Di Giuseppantonio: «chiedo intervento collettivo dei presidenti di Provincia»

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Rai Abruzzo, mobilitazione per scongiurare accorpamento con Puglia




ABRUZZO. La Rai sarà investita da un processo di razionalizzazione e a farne le spese potrebbero essere le sedi regionali.
La paventata riorganizzazione delle realtà locali è fortemente voluta dal Governo che l’ha riproposta nei giorni scorsi e che rischia di concretizzarsi con il taglio imposto alla RAI di 150 milioni di euro a partire dal 2015,. Un taglio confermato nel DL Irpef nell’ottica di una spending review che investe un po’ tutti i settori pubblici.
Per quanto riguarda la realtà abruzzese si sta pensando ad un accorpamento con la sede pugliese. I giornalisti promettono battaglia e chiedono di non spegnere la voce dei tg locali. Anche la politica si mobilita.
Di chiusure più o meno inaspettate è ricca la recente storia locale: è successo già con i quotidiani che hanno redazioni in Abruzzo, l’ultimo caso quello della chiusura di Chieti de Il Centro, e con alcune emittenti televisive, con la chiusura delle sedi provinciali.
Ora si vorrebbe farlo anche con il servizi pubblico. «L’accorpamento va assolutamente scongiurato», dichiara la deputata del Pd Vittoria D'Incecco.
«L'informazione garantita dalla RAI nei territori regionali - prosegue la parlamentare - è un servizio pubblico fondamentale. I lavoratori, i giornalisti e i tecnici della RAI Abruzzo, punto di riferimento per istituzioni e cittadini, con grande professionalità e passione hanno contribuito alla crescita del territorio, raccontando e dando voce ai bisogni, alle difficoltà, alle speranze degli abruzzesi».
Stessa linea anche quella del deputato di Sel Gianni Melilla che promette battaglia in Parlamento: «è inaccettabile attaccare il pluralismo dell'informazione chiudendo le sedi regionali della RAI, che attraverso i TGR svolgono una funzione importante di tutela del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati sui vari aspetti della vita sociale, culturale e istituzionale».

Contraria all’accorpamento anche la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, che punta i riflettori sul terremoto aquilano: «ricordo bene il ruolo che la Rai locale ha svolto dopo il terremoto, raccontandolo al mondo intero. Se questo è stato possibile è anche grazie a tanti giornalisti abruzzesi, che hanno svolto un ruolo prezioso e insostituibile. Il ruolo dell’informazione va potenziato e non si può rinunciare ad un simile patrimonio, segno di pluralità e democrazia, in nome della razionalizzazione. Se la Rai deve risparmiare, lo faccia tagliando gli sprechi, non spegnendo l’informazione».
Anche i quattro presidenti delle Province abruzzesi, Enrico Di Giuseppantonio, Guerino Testa, Valter Catarra e Antonio Del Corvo scendono in campo per difendere il ruolo della sede Rai Abruzzo di Pescara.

«Respingiamo totalmente questo ennesimo rigurgito di neocentralismo statale, che investe indiscriminatamente le Pubbliche Amministrazioni cercando di fare cassa a spese, questa volta, del servizio pubblico dell’informazione», dichiarano i quattro.
I presidenti hanno annunciato che condivideranno un ordine del giorno nei prossimi Consigli provinciali «per scongiurare in tempo provvedimenti che falciano il “buono” del servizio pubblico e per ribadire il concetto “Giù le mani dalla sede Rai Abruzzo”».
Di Giuseppantonio, in qualità di Vicepresidente dell’UPI e Presidente dell’Unione Province Abruzzesi – Inviterà tutti i Presidenti delle Province italiane «a fare altrettanto, una mobilitazione collettiva per mettere il freno ad una operazione che se vedrà la luce non sarà utile e semmai aprirà le porte a prevedibili conflitti di interesse. Le sedi regionali RAI svolgono in Italia un servizio importante, a difesa soprattutto dei territori più deboli e delle periferie che altrimenti non avrebbero voce».