IL FATTO

Ancora una lettera intimidatoria per Pezzopane. La senatrice in aula: «non ho paura»

Trovata questa mattina all’ufficio postale del Senato

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Ancora una lettera intimidatoria per Pezzopane. La senatrice in aula: «non ho paura»




ROMA. Questa mattina all'Ufficio postale del Senato la senatrice abruzzese del Partito Democratico, Stefania Pezzopane, ha trovato una busta di colore giallo indirizzata a lei.
Tra i destinatari anche il vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato della Repubblica. All’interno della busta tre fogli, ovviamente anonimi: «uno rivolto a me», racconta Pezzopane, «un altro al collega Casson e l'altro ancora al collega Stefano. Non mostro il contenuto dei fogli, perché sarebbe ingiurioso nei confronti di quest'Assemblea», ha denunciato in aula la senatrice, «e del nostro ruolo di senatori. Si tratta di insulti tra l'ironico e il minaccioso e di immagini oscene, perché quando si vuole colpire una donna ci si mette anche una gran dose di misoginia. Credo che il riferimento sia al lavoro che stiamo facendo nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari».
«Denuncio questo abuso che ho subito - ha continuato Pezzopane - dicendo, semmai qualcuno degli autori mi stesse ascoltando, che io non ho paura di atti come questi, che ritengo ridicoli, vergognosi e anche molto sciocchi, tanto che li considero persino indegni di querela. Non farò nemmeno la fatica di andare a sporgere una querela nei confronti di gente che ritiene di doversi rivolgere in questa maniera, coprendosi con l'anonimato, a dei senatori della Repubblica che stanno facendo il loro dovere con dignità, con orgoglio e con fermezza».
Non è la prima volta che Pezzopane riceve lettere di minacce. Era già successo ad ottobre del 2013 in quel caso la lettera riportava il ''facciario'' del presidente e dei componenti di Pd, Scelta civica, Psi e M5S della Giunta delle elezioni, con la scritta «chi vive per l'odio e pregiudizio di odio perisce. State pronti che da questa fine non vi salva nemmeno il padreterno» e una nota foto di impiccagione a piazzale Loreto.