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Sisma: Emilia Romagna dice stop a nuove trivellazioni

Il documento top secret che invita alla cautela

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Sisma: Emilia Romagna dice stop a nuove trivellazioni
BOLOGNA. I terremoti che hanno colpito l'Emilia-Romagna il 20 e il 29 maggio 2012, uccidendo 27 persone e causando centinaia di feriti, potrebbero essere stati causati dall'estrazione petrolifera in zona. Gli scienziati al momento non si sentono di confermarlo ma nemmeno di smentirlo.Sono queste le conclusioni non ancora pubblicate, in attesa di studi ulteriori, del rapporto della commissione Ichese, anticipate dalla rivista Science. La commissione fu istituita per valutare le possibili relazioni tra esplorazione ed estrazione di idrocarburi in Emilia Romagna e i due terremoti. 

Science cita fonti che conoscono lo studio, secondo le quali «il rapporto sarebbe stato presentato alla Regione Emilia-Romagna, almeno un mese fa». Secondo le stesse fonti «i politici sia a livello regionale sia nazionale sarebbero preoccupati per gli effetti e starebbero ritardando la pubblicazione». Ma intanto arriva la prima decisione importante: la Regione ha deciso infatti di «di estendere, sino alla acquisizione dei risultati delle azioni, la sospensione in tutta l'Emilia-Romagna di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione come abbiamo fatto sin qui nel cratere».

 E, per quanto riguarda il campo di Cavone, nel comune di Mirandola - quello su cui il rapporto non ha di fatto escluso completamente una correlazione con il terremoto - oggi è in programma un incontro al Mise con 'La Soc Gas Plus', società che gestisce l'impianto perché l'attività del sito sia finalizzata non alla produzione ma alla ricerca scientifica. Con l'obiettivo, ha spiegato Vasco Errani, di raccogliere sul campo dati concreti. Il presidente Errani in aula si è preso la responsabilità del modo in cui il rapporto è stato divulgato. Una scelta che si è rivelata sbagliata, fatta «in buona fede» per non diffondere allarmismo: «Quando è arrivata la relazione - ha detto Errani in aula - mi sono interrogato, non mi dava risposte risolutive. Dice, non si può escludere e non si può affermare. Non volevamo ingenerare allarme e quindi volevamo accompagnare la sua diffusione con le scelte - ovvero con le raccomandazioni fatte dalla stessa commissione - Ma non si può pensare che non si volesse diffondere». Ora l'obiettivo è quello che dalle raccomandazioni, escano quelle linee guida (dovrebbero essere pronte entro un mese) che potrebbero essere adottate in tutto il Paese - e su questo la stessa assemblea ha votato, a maggioranza, una risoluzione.

    Il rapporto, spiega Science, esclude che il deposito di gas naturale sopra la faglia geologica attiva nei pressi di Rivara nella valle del Po potrebbe aver causato i terremoti perché le trivellazioni dovevano ancora iniziare quando questi si sono verificati. Invece, secondo Science, il rapporto «punterebbe l'indice su un altro sito: il giacimento di petrolio di Cavone, gestito da Gas Plus». Science sostiene di aver visto le conclusioni del rapporto nelle quali ci sarebbe scritto che «non può essere escluso che le attività di estrazione nel sito potrebbero aver innescato il terremoto del 20 maggio, il cui epicentro è a 20 chilometri di distanza».

«Servono ulteriori studi per accertare un nesso causale tra il terremoto del 2012 e attività estrattive in Emilia-Romagna», commenta invece il commissario per il terremoto, del Dipartimento della Protezione Civile e del Ministero dello Sviluppo Economico.