DIETRO LE QUINTE

Abruzzo. Ombrina mare, Medoil aspetta il Tar e dialoga col Governo

Acerbo e Di Salvatore: «tresca con Renzi»

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Abruzzo. Ombrina mare, Medoil aspetta il Tar e dialoga col Governo




ABRUZZO. «La Medoil è in costante dialogo con il Governo italiano e altri attori chiave per trovare una soluzione per il progetto (Ombrina Mare) al di fuori dei tribunali. A giudizio del consiglio di amministrazione tali discussioni non sono impedite dal ricorso».
E’ quanto si legge nel report annuale della compagnia petrolifera che aspetta la sentenza del tribunale amministrativo e non ha perso le speranze.
Il passaggio ‘incriminato’ è stato scoperto da Maurizio Acerbo, candidato presidente regionale in Abruzzo di Rifondazione Comunista, e Enzo Di Salvatore, candidato lista L'Altra Europa con Tsipras che lo hanno rivelato al termine di un incontro per spiegare la situazione su Ombrina Mare. 

«La grande manifestazione del 13 aprile ottenne una sospensione dell'iter e l'avviarsi di un contenzioso con la società proponente - hanno detto Acerbo e Di Salvatore- Nel mentre si attende il pronunciamento del Tar va notato che sul piano normativo non vi è stata alcuna iniziativa da parte della maggioranza dei governi Letta e Renzi. Mentre il parlamento era stato velocissimo a sbloccare Ombrina Mare2 con il decreto Passera votato da centrodestra e centrosinistra (parlamentari abruzzesi compresi), a un anno dalla manifestazione non si è visto tale impegno per bloccare Ombrina».
«La senatrice Pd Stefania Pezzopane», contesta Acerbo, «si dice soddisfatta per l'approvazione in Senato di un ordine del giorno sulla sospensione delle trivellazioni anche in Abruzzo, che impegnerebbe il Governo a fare l'esatto contrario, anche rispetto ad Ombrina Mare, di quanto prospettato però dal Ministro Guidi alle Commissioni X di Camera e Senato il 27 marzo scorso. Chi si accontenta gode». 

E infatti, il 27 marzo il Ministro allo Sviluppo Economico del Governo Renzi ha indicato tra le priorità del suo dicastero la ripresa degli investimenti privati per la ricerca e la produzione di idrocarburi e la centralizzazione delle competenze in materie di infrastrutture energetiche strategiche. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il viceministro De Vincenti (Pd), sentito dalla Commissione Attività produttive della Camera, nell'audizione del 24 marzo scorso.
Per Acerbo l'atteggiamento del Pd appare schizofrenico: «sul territorio si partecipa alle manifestazioni contro la petrolizzazione, a Roma il loro governo continua a promuoverla. Ancor più preoccupante la proposta di riforma del Titolo V della Costituzione che sottrae alle Regioni la possibilità di incidere sulla materia energetica e connesse (un modo per rendere inefficaci le proteste popolari nei territori). Di sicuro però in cima alle priorità del governo Renzi non c'è lo stop a Ombrina Mare 2, anzi c'è il contrario visto quanto dichiarano i suoi ministri».
Non è la prima volta che sembrano apparire scenari occulti e celati dietro le procedure ufficiali raccontate dalle carte che riguardano il petrolio. In passato e proprio lo scorso anno il deputato Gianluca Vacca (M5s) aveva più volte denunciato come alcuni esponenti ministerili del governo Monti erano citati in diverse mail di multinazionali del petrolio le quali ringraziavano non meglio identificati interventi del ministro dell'ambiente. Ne nacque una interrogazione parlamentare ma non c'è stata chiarezza. Gli esponenti del M5s dicono di aver effettuato un accesso agli atti e di avere una cospicua documentazione.

SUL FRONTE REGIONALE
Ma anche la situazione regionale, secondo il candidato presidente, non andrebbe poi tanto meglio: «la Regione a guida Chiodi-Sorgi non brilla certo per difesa del territorio regionale interessato anche da numerose istanze per la ricerca di olio e gas, e da un nuovo titolo per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi Colle dei Nidi».
Mentre su quest'ultimo si pronuncerà il Tar a novembre, delle istanze deciderà la Presidenza del Consiglio dei Ministri - e cioè Renzi - dopo che la Regione Abruzzo, sebbene sollecitata dal Ministero per lo Sviluppo Economico ad esprimersi con il rilascio della cosiddetta Intesa, non ne ha formalizzato il diniego.
«Tutto questo», sottolinea Acerbo, «per effetto dell'art. 38 del famigerato Decreto Sviluppo. Insomma Chiodi ha anticipato Renzi: infatti non usa lo strumento dell'intesa che il Presidente del Consiglio intende eliminare. Temiamo che, ovviamente ad urne chiuse, quelle istanze possano trasformarsi in altrettanti permessi di ricerca. Insomma tutti si dicono contrari alla petrolizzazione e ad Ombrina ma, guarda caso, la trasformazione dell'Abruzzo in distretto minerario procede a tappe serrate e questa scelta devastante per il nostro territorio viene deprecata a parole ma non contrastata nei fatti».
SU BOMBA PARERE VIA È NEGATIVO
Intanto a pochi giorni dall'udienza del Tar, che il prossimo 17 aprile dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla multinazionale Forest Oil contro il parere negativo dato dal Comitato VIA, (Valutazione di impatto ambientale), il presidente Gianni Chiodi è tornato a chiarire la posizione della Regione sulla questione idrocarburi. Lo ha fatto inviando una lettera al sindaco di Bomba. «Ancora una volta ribadisco che il parere dato dal Comitato VIA è negativo perchè il progetto della Forest contrasta con le prescrizioni del Piano regionale della qualità dell'aria, che vieta esplicitamente la possibilità di impianti che producono emissioni in atmosfera in aree esterne a quelle industriali infrastrutturale. Il che significa che insediamenti come quello della Forest possono sorgere solo in aree produttive attrezzate e non in zone con una spiccata valenza ambientale come quella del lago di Bomba».

MEDOIL Annual Report 31 December 2013