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Processo Montedison: dopo la ricusazione è l’ora della rimessione. A rischio il processo

Difese: «via processo da Chieti per coinvolgimento ambientale»

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CAMILLO ROMANDINI

Camillo Romandini, il nuovo giudice




CHIETI. Non c’è il clima giusto, non c’è la serenità giusta per esaminare come si deve le prove e affinchè il processo si svolga secondo le regole. Dunque non ci sarebbe nemmeno la garanzia della terzietà dei giudici chiamati a giudicare.
Dopo la ricusazione del giudice Geremia Spiniello le difese degli imputati, quasi  tutti ex dipendenti della Montedison, rincarano la dose e premono sull’acceleratore chiedendo addirittura la rimessione del processo e dunque lo spostamento di tutta la baracca magari a Campobasso.
 Le difese del processo in Corte d'assise per la mega discarica di veleni della Montedison di Bussi sul Tirino questa  mattina hanno presentato in udienza istanza di rimessione in Cassazione del collegio giudicante. Secondo i legali di molti tra i dirigenti della Montedison la richiesta si spiega con il coinvolgimento ambientale e con l'ipotesi di non giusta obiettività del collegio. L'udienza è stata sospesa per permettere alle parti civili di studiare l'istanza, si riprenderà alle ore 12.
Sono almeno due gli effetti di questa richiesta: il primo è quello di alzare i toni e di aumentare l’attenzione e l’insofferenza verso il processo più importante d’Abruzzo, il secondo effetto è l’inevitabile allungamento dei tempi visto che con molta probabilità bisognerà attendere la decisione della Cassazione che potrebbe arrivare in 3-5 mesi. E nel caso di accoglimento il processo dovrà necessariamente riprendere da zero.

LA RICHIESTA ED I GIORNALI
L'istanza, alla quale sono allegati molti articoli di giornale, si basa sulla tesi che anche i giudici popolari possano essere emotivamente coinvolti nella vicenda.
La Corte ieri nel far decadere Spiniello ha indicato come nuovo presidente del collegio della Corte d'appello il giudice di sezione a Chieti, Romandini. In tarda mattinata alla ripresa dell'udienza il collegio dovrà decidere se inviare o meno l'istanza alla Corte di Cassazione, ma anche secondo i legali di parte civile l'esito è scontato e la domanda andrà a Roma.
Secondo i pm Bellelli e Mantini il significato dell’azione è chiaro e citando Manzoni hanno detto «questo processo non s'ha da fare né domani né mai».

Si rafforzano le possibilità di non arrivare ad una sentenza.