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Spedali Brescia, stop totale a trattamenti Stamina

In attesa della pronuncia del Comitato; Vannoni: «decisione inapplicabile»

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Spedali Brescia, stop totale a trattamenti Stamina



 
ROMA. Stop totale al metodo Stamina. I medici degli Spedali Civili di Brescia hanno infatti deciso di interrompere «fino a data da definirsi» la somministrazione del trattamento.
L'annuncio arriva dal commissario straordinario dell'azienda ospedaliera, Ezio Belleri, che in audizione in Senato ha spiegato che la decisione dei clinici è motivata dalla volontà di attendere il parere del nuovo comitato scientifico nominato dal ministero della salute e che dovrà pronunciarsi in merito al protocollo messo a punto dal presidente della Fondazione Stamina, Davide Vannoni.
Una decisione, quella dei medici, che potrebbe dare il via, come affermato dallo stesso Belleri, ad una nuova ondata di ricorsi da parte dei pazienti, mentre Vannoni definisce l'annuncio «inapplicabile» e «contro la legge ed i giudici».
«Sono a conoscenza del problema, devo leggere le motivazioni ma posso dire che il Comitato scientifico si è insediato e che le due cose non sono collegate», ha invece commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. In commissione Sanità, Belleri ha annunciato la decisione dei medici spiegando come «in questo momento la somministrazione del trattamento è sospesa perché l'unica biologa di Stamina è assente per motivi personali», ma «ieri sera i medici degli Spedali - ha detto - mi hanno consegnato una lettera», nella quale affermano che «avendo appreso che il ministero della Salute ha firmato il decreto di nomina del nuovo Comitato, 'riteniamo doveroso sospendere la somministrazione del trattamento in attesa che la commissione si pronunci'».
 Una situazione dinanzi alla quale Belleri ha dichiarato una «forte preoccupazione», perchè «i 34 pazienti in trattamento non accetteranno tale decisione e daranno battaglia all'azienda nelle aule dei tribunali. Non so dove tale decisione ci porterà».
 Ma preoccupazione è stata espressa dal commissario anche per i medici di Brescia, «più volte minacciati di essere chiamati in giudizio per omicidio colposo o omissione d'atti d'ufficio».
 Attualmente, ha aggiunto, i pazienti in lista di attesa sono 147 ed il numero dei ricorsi - che si teme ora possano ancora aumentare - è 'esploso' a 37 a 519 all'indomani del decreto Balduzzi. Resta ora l'interrogativo in merito a quale sarà il futuro dei pazienti in trattamento. In ogni caso si tratta di «uno stop di grandissimo coraggio dei medici di Brescia», ha commentato la presidente della commissione Sanità, Emilia De Biasi, la quale ha anche espresso rammarico per la decisione del direttore sanitario degli Spedali di non presentarsi oggi in audizione. In commissione è stato ascoltato anche il presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Ottavio Di Stefano, il quale ha assicurato che «dove emergessero delle responsabilità deontologiche individuali, verranno avviate delle azioni».
 L'annuncio dello stop ai trattamenti ha suscitato l'immeditata e durissima reazione di Caterina Ceccuti, la mamma di Sofia, tra i bambini in cura con il metodo: «Gli Spedali di Brescia non possono sospendere le cure a chi le ha già cominciate. Lo dice la legge e lo dicono le sentenze dei giudici. Questa della sospensione dei trattamenti è una notizia inconsistente. Con questo atteggiamento gli Spedali stanno solo cercando di intorpidire le acque», ha affermato.
L'Agenzia del Farmaco procederà «immediatamente all'acquisizione del documento» che proverebbe uno scambio di mail datato il 9 settembre 2011 tra la dottoressa Terraroli degli Spedali Civili di Brescia e il dottor Carlo Tomino, direttore dell'Ufficio Ricerca e Sperimentazione clinica dell'Aifa. Lo si apprende da una nota della stessa Aifa dove la direzione generale riferisce di venire a conoscenza dalle notizie apparse sulle agenzie di stampa della comunicazione tra i due, «nonostante fosse stato richiesto ai dirigenti dell'Agenzia, reiteratamente, di ricevere ogni documentazione in loro possesso riguardante qualsiasi rapporto con Stamina Foundation e con gli Spedali Civili di Brescia».
 L'Agenzia procederà ad acquisire il documento «al fine di avviare le azioni opportune finalizzate all'assunzione di ogni necessario provvedimento».

LE TAPPE DEL GRANDE PASTICCIO

Continua a consumarsi tra piazze, tribunali e commissione di inchiesta la vicenda legata al metodo Stamina ideato dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, basato sull'utilizzo a fini terapeutici di cellule staminali prelevate dal midollo osseo.
In attesa del parere che arriverà dal nuovo gruppo di esperti nominati un mese fa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin per stabilire se il metodo è valido dal punto di vista scientifico, a Brescia sono stati sospesi i trattamenti. Queste le tappe principali
- 28 SETTEMBRE 2011: viene sancito un accordo tra gli Spedali Civili di Brescia e Davide Vannoni per applicare il metodo Stamina in un laboratorio della struttura.
- OTTOBRE 2011-APRILE 2012: trattati 12 pazienti (4 bambini e 8 adulti).
- 12 MAGGIO 2012: l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiude il laboratorio degli Spedali Civili di Brescia per mancanza di autorizzazioni e rischi per la sicurezza dei pazienti.
- LUGLIO 2012: l'ordinanza dell'Aifa è impugnata da Stamina Foundation e da alcuni genitori.
- AGOSTO 2012: il tribunale di Venezia impone agli Spedali di Brescia di continuare le cure con il metodo Stamina su di una piccola paziente. Almeno 30 famiglie ottengono le cure per via giudiziaria.
- MARZO 2013: emanato il 'decreto Balduzzi' che prevede la prosecuzione del trattamento per chi è già in cura e la sperimentazione sul metodo con le regole dei trapianti.
- MAGGIO 2013: cambio di linea. Vengono stanziati con decreto 3 mln di euro per la sperimentazione clinica seguendo le regole utilizzate per i farmaci. Il coordinamento è affidato all'Istituto superiore di sanità. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nomina un comitato scientifico di esperti.
- 1 AGOSTO 2013: dopo diversi rinvii, Davide Vannoni consegna la metodica Stamina al comitato scientifico ottenendo garanzie di riservatezza. Intanto, numerosi altri ricorsi di malati sono accolti dai tribunali.
- 29 AGOSTO 2013: parere negativo all'unanimità del comitato scientifico sul metodo, per "mancanza di basi scientifiche" ed elementi di pericolosità per i pazienti.
- 27 SETTEMBRE: Stamina Foundation deposita al Tar del Lazio il ricorso amministrativo per contestare la composizione della Commissione scientifica del Ministero della salute.
- 10 OTTOBRE 2013: il ministero della Salute blocca la sperimentazione, considerando il parere del Comitato scientifico e quello successivo dell'avvocatura dello Stato.
- 25 NOVEMBRE: grande manifestazione di protesta promossa da malati e associazioni 'pro-Stamina'. Presidi di malati bloccano le strade del centro di Roma. Sandro Biviano e Roberto Meloni, entrambi in carrozzella, attuano una protesta 'shock': utilizzano flebo e siringhe per estrarsi del sangue, gettandolo poi sulle foto di Giorgio Napolitano, Enrico Letta e Beatrice Lorenzin.
- 4 DICEMBRE 2013: il Tar del Lazio sospende il parere del comitato scientifico contrario alla sperimentazione, accogliendo dunque il ricorso di Davide Vannoni. Il ministero annuncia la nomina, a breve, di un nuovo comitato scientifico per la valutazione del metodo Stamina.
- 7 FEBBRAIO - Davide Vannoni viene rinviato a giudizio per tentata truffa. Gli viene contestato il tentativo di ottenere dalla Regione Piemonte un finanziamento di mezzo milione di euro, prima concesso e poi revocato. Una richiesta, secondo la Procura di Torino, avanzata nonostante la sua fondazione non avesse i titoli per ottenerla. E, addirittura, illustrando nel progetto sei casi di pazienti in realtà inventati.
- 4 MARZO - Il ministro della salute nomina il nuovo comitato di esperti, il presidente è Michele Baccarani, dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna.