GIUSTIZIA

Slitta a 2015 chiusura Ospedali psichiatrici,1000 detenuti

Ancora 6 Opg in Italia;a Regioni inadempienti commissari ad acta

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Slitta a 2015 chiusura Ospedali psichiatrici,1000 detenuti

Slitta a 2015 chiusura Ospedali psichiatrici,1000 detenuti 
Ancora 6 Opg in Italia;a Regioni inadempienti commissari ad acta 
Salute, ospedali psichiatrici, andrea orlando, strutture sanitarie
ROMA. Sono circa mille, secondo gli ultimi dati forniti dalla Società italiana di psichiatria, i detenuti-pazienti nei sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) attivi in Italia, la cui chiusura è slittata di un anno ed è stata fissata all'aprile 2015 dal decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri.
 La proroga è però legata ad un monitoraggio del percorso - che scatterà dopo i primi 6 mesi - prevedendo ipotesi di incisivi poteri sostitutivi delle regioni nel caso di ennesimi ritardi. "Il decreto legge del Consiglio dei ministri è stato un passo obbligato alla luce del ritardo in cui non poche regioni italiane si trovano rispetto ai piani di riconversione", ha sottolineato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in missione in Marocco. 
«A differenza di precedenti iniziative legislative in materia - ha rilevato - questa volta siamo però in presenza di una sostanziale novità che disegna e traguarda il cammino verso un obiettivo di civiltà a cui tutti dobbiamo guardare per arrivare ad un effettivo e definitivo superamento degli Opg. Ho ritenuto infatti necessario e doveroso che la proroga sia legata a un puntuale monitoraggio del percorso». 
Il decreto prevede, inoltre, che il governo potrà nominare un commissario ad acta nei casi di Regioni inadempienti rispetto al termine ultimo di chiusura degli Opg. Le strutture in chiusura sono gli Opg di Castiglione delle Stiviere (Lombardia), quello di Reggio Emilia (Emilia Romagna), l'Opg di Montelupo Fiorentino (Toscana), quello di Secondigliano e quello di Aversa (Campania), l'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia). 
La proposta legislativa, si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio, prevede la proroga di un anno della chiusura degli OPG oggi prevista per il primo aprile 2014 «poiché tale termine non risulta congruo per completare definitivamente il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, soprattutto in ragione della complessità della procedura per la realizzazione delle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza». 
A fronte della proroga, fermo l'obbligo di dimettere senza indugio dagli OPG e prendere in carico nei Dipartimenti di salute mentale sul territorio le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose, «viene, altresì, previsto il dovere del giudice di verificare se in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario può essere adottata nei confronti dell'infermo di mente una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurargli cure adeguate ed a far fronte alla sua pericolosità sociale». E' inoltre previsto che «entro l'ultimo giorno del semestre successivo alla data di entrata in vigore del decreto le regioni debbano comunicare» lo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione e riconversione delle strutture destinate all'accoglienza dei soggetti oggi internati negli OPG, nonché di «tutte le iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli OPG». Se una o più Regioni non fossero in grado di rispettare il termine ultimo di chiusura degli OPG, il Governo provvederà dunque ad esercitare il potere sostitutivo, nominando un commissario ad acta che «provvederà a concludere i lavori di realizzazione e riconversione delle strutture»

ROMA. Sono circa mille, secondo gli ultimi dati forniti dalla Società italiana di psichiatria, i detenuti-pazienti nei sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) attivi in Italia, la cui chiusura è slittata di un anno ed è stata fissata all'aprile 2015 dal decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri.
 La proroga è però legata ad un monitoraggio del percorso - che scatterà dopo i primi 6 mesi - prevedendo ipotesi di incisivi poteri sostitutivi delle regioni nel caso di ennesimi ritardi. "Il decreto legge del Consiglio dei ministri è stato un passo obbligato alla luce del ritardo in cui non poche regioni italiane si trovano rispetto ai piani di riconversione", ha sottolineato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in missione in Marocco. 

«A differenza di precedenti iniziative legislative in materia - ha rilevato - questa volta siamo però in presenza di una sostanziale novità che disegna e traguarda il cammino verso un obiettivo di civiltà a cui tutti dobbiamo guardare per arrivare ad un effettivo e definitivo superamento degli Opg. Ho ritenuto infatti necessario e doveroso che la proroga sia legata a un puntuale monitoraggio del percorso». Il decreto prevede, inoltre, che il governo potrà nominare un commissario ad acta nei casi di Regioni inadempienti rispetto al termine ultimo di chiusura degli Opg. Le strutture in chiusura sono gli Opg di Castiglione delle Stiviere (Lombardia), quello di Reggio Emilia (Emilia Romagna), l'Opg di Montelupo Fiorentino (Toscana), quello di Secondigliano e quello di Aversa (Campania), l'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia). La proposta legislativa, si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio, prevede la proroga di un anno della chiusura degli OPG oggi prevista per il primo aprile 2014 «poiché tale termine non risulta congruo per completare definitivamente il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, soprattutto in ragione della complessità della procedura per la realizzazione delle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza». 

A fronte della proroga, fermo l'obbligo di dimettere senza indugio dagli OPG e prendere in carico nei Dipartimenti di salute mentale sul territorio le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose, «viene, altresì, previsto il dovere del giudice di verificare se in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario può essere adottata nei confronti dell'infermo di mente una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurargli cure adeguate ed a far fronte alla sua pericolosità sociale». E' inoltre previsto che «entro l'ultimo giorno del semestre successivo alla data di entrata in vigore del decreto le regioni debbano comunicare» lo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione e riconversione delle strutture destinate all'accoglienza dei soggetti oggi internati negli OPG, nonché di «tutte le iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli OPG». Se una o più Regioni non fossero in grado di rispettare il termine ultimo di chiusura degli OPG, il Governo provvederà dunque ad esercitare il potere sostitutivo, nominando un commissario ad acta che «provvederà a concludere i lavori di realizzazione e riconversione delle strutture».