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Sanità: malattie croniche; in Abruzzo coinvolta 38,4% popolazione

«Costi per curarsi diventano insostenibili»

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Sanità: malattie croniche; in Abruzzo coinvolta 38,4% popolazione




ABRUZZO. Dalla fotografia scattata da Exposanità (Bologna 21-24 Maggio 2014) e Cittadinanzattiva emerge che avere una o più patologie croniche o rare, o accudire una persona malata, è diventato oggi un lusso, perche' i costi diretti ed indiretti della malattia risultano insostenibili per un numero crescente di pazienti e di famiglie.
Le ripercussioni sono talmente forti tanto che i pazienti spesso non riescono a conciliare l'orario di lavoro con le esigenze di cura e assistenza, al punto che hanno ricevuto segnalazioni di licenziamenti o mancato rinnovo del rapporto lavorativo. Una situazione, quella delle malattie croniche e rare, che in Abruzzo coinvolge secondo l'Istat il 38,4% della popolazione (la media nazionale e' del 37,9%), afflitta da almeno una patologia cronica, mentre il 20,4% dichiara di avere almeno due patologie, con forti ripercussioni a livello economico e sociale.
Nel dettaglio, il 18,2% degli abruzzesi soffre di ipertensione e il 17,6% di artrosi o artrite, mentre le allergie interessano il 10,8% dei cittadini. Seguono osteoporosi (8,5%), diabete (6,6%), bronchite cronica o asma bronchiale (6,2%) e disturbi nervosi (4,4%).
Un quadro ancor piu' negativo se si considera quanto i costi relativi a malattie croniche e rare hanno gravato sulle famiglie abruzzesi. In particolare, come rileva l'ultimo Rapporto Ceis Sanita', in regione l'assistenza ad anziani e disabili è costata in media, alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, 2.866,9 euro (la media nazionale è di 5.832,1 euro) mentre le visite specialistiche hanno richiesto l'esborso di 1.466,4 euro (la media nazionale è di 1.374,7 euro).
Le protesi sono costate 1.651,1 euro (la media nazionale è di 1.210,7 euro), i farmaci 809,5 euro (la media nazionale è di 980,9 euro) e il ricorso a servizi ausiliari è costato 2.087,2euro (la media nazionale è di 1.937,9 euro).
«Lo spostamento verso il territorio dei percorsi di cura ed assistenza - dichiara Marilena Pavarelli, Project Manager di Exposanità - è una dinamica che la manifestazione ha sostenuto negli anni nel contribuire ad affermare un modello policentrico della sanità che affianchi al tema della cura quello dell'assistenza. Un modello che può reggersi soltanto attraverso un'attenta organizzazione dei servizi ed un'adeguata formazione del personale, elementi questi da sempre al centro delle attività formative che anche in questa edizione caratterizzeranno Exposanità».