SCANDALO IMMENSO

Sistri e Finmeccanica, nuovi arresti e ancora guai per Vincenzo Berardino Angeloni

L’inchiesta è il prosieguo di quella che ad aprile 2013 portò agli arresti anche Sabatino Stornelli

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Sistri e Finmeccanica, nuovi arresti e ancora guai per Vincenzo Berardino Angeloni

Stornelli e Angeloni (Foto: Antonio Oddi)




NAPOLI. Di nuovo il gruppo Finmeccanica al centro dell'ennesima inchiesta sul sistema di tassabilità dei rifiuti denominato sistri.
Di nuovo l’Abruzzo che rientra nelle grandi inchieste di corruzione con alcuni personaggi già noti alle cronache.

Oggi il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli, diretti dal pm, Francesco Greco, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal gip dello stesso tribunale per i reati di associazione per delinquere e corruzione.
Al centro di questo ennesimo filone di inchiesta ci sono le procedure di affidamento progettazione e realizzazione del sistema di tracciamento dei rifiuti denominato Sistri.
Destinatari delle misure cautelari sono ancora una volta Lorenzo Borgogni, ex direttore centrale relazioni esterne di Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo della salvezza service management spa (Finmeccanica), e gli imprenditori Vincenzo Bernardino Angeloni e Luigi Malavisi.

Angeloni, abruzzese, originario della Marsica, era già stato indagato nell'ambito dell'inchiesta della procura de L'Aquila sul “Gruppo Stati”, arresti dell’agosto 2010, che è stata successivamente smembrata e che aveva già delineato in maniera abbastanza precisa una serie di presunte illegalità che coinvolgevano una serie di ditte che si prestavano fatturazioni fasulle e che vedevano al centro la Selex, allora diretta da Sabatino Stornelli, società che ha una partecipazione nella società pubblica partecipata dalla Regione Abruzzo, Abruzzo Engineering.

Angeloni è ex deputato di An, poi di Fi, 64anni medico odontoiatra, originario di Avezzano, è stato deputato nella 13/a legislatura ed ex patron della Valle del Giovenco (Lega Pro), amministratore unico tra le altre della Securcode srl, consigliere della Aya srl e della Cnites scrl, già condannato per falso in atto pubblico e bancarotta fraudolenta nell’ambito del fallimento di un’altra squadra di calcio, l’Avezzano.

Gli arresti di oggi nascono dagli sviluppi investigativi seguiti alle perquisizioni e alle rivelazioni e confessioni maturate in seguito agli arresti operati nell'aprile 2013 che già avevano scandagliato un sistema di diffusa illegalità nell'ambito del progetto Sistri e che di fatto avevano condizionato le scelte della pubblica amministrazione nella fase della individuazione e realizzazione del progetto.
 Progetto molto discusso, travagliato, infarcito di polemiche e ora scosso anche da indagini della magistratura. E pensare che il Sistri doveva essere operativo già nel 2010 e che ad oggi non ha ancora trovato il suo integrale avvio.
Le indagini hanno consentito di accertare che attraverso un articolato sistema di fatture false e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management spa e le molteplici società affidatarie compiacenti, erano stati creati cospicui fondi neri destinati -secondo la ricostruzione accusatoria e avvalorata dal gip- al pagamento di tangenti anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali come ad esempio quella negli Stati Uniti nello Stato del Delaware e l'apertura dei conti correnti cifrati in Svizzera.

ANGELONI PONY EXPRESS DELLE MAXITANGENTI
In tale ambito, sulla base degli esiti investigativi, al centro dello smistamento di tangenti per milioni di euro risulta essere questa volta proprio l'imprenditore abruzzese Angeloni che secondo la procura avrebbe costituito una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica occupandosi della richiesta e dell'esazione delle somme di denaro illecitamente accumulate, per recapitarle ai vertici del gruppo industriale.
Sarebbe proprio l’abruzzese colui che si occupava della gestione tangentizia della distrazione del denaro, della gestione delle società estere e poi della effettiva e materiale consegna delle maxi tangenti ai vertici di Finmeccanica.
L'imprenditore risultava anche destinatari di ulteriori somme originate da false fatturazioni emesse a fronte di fittizi contratti di consulenza. Avrebbe inoltre anche costituito società “cartiere” appositamente attraverso prestanome sempe per originare fondi neri destinati alla corruzione di pubblici amministratori.

MAZZETTA DA 4MILIONI NEI BORSONI DELLA VALLE DEL GIOVENCO
Le investigazioni riguardano anche un'azione di corruzione da 4 milioni di euro, parte dei quali consegnati per contanti direttamente negli uffici di Finmeccanica, celati all'interno di due borsoni della società sportiva Valle del Giovenco.
Nell'ambito di questo filone investigativo sono state autorizzate anche numerose altre perquisizioni e che fanno presumere che la vicenda sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nei prossimi mesi.

Nello specifico gli investigatoti hanno sequestrato 28 conti correnti e due cassette di sicurezza e hanno anche individuato conti correnti cifrati in Svizzera. Sono in corso perquisizioni e nel mirino c’è anche Pier Francesco Guarguaglini, ex numero uno di Finmeccanica fino al dicembre 2011, e uscito dal gruppo perché indagato per false fatturazioni nell’inchiesta Enav-Finmeccanica.

Ad aprile 2013 venne arrestato anche Sabatino Stornelli, abruzzese, insieme al fratello Maurizio. Sabatino è stato per un breve periodo presidente della squadra di calcio della Marsica di Pescina, Valle del Giovenco, e soprattutto vertice della Selex Sema che era risultata affidataria del progetto Sistri.
Secondo alcune indiscrezioni di diversi mesi fa lo stesso Stornelli avrebbe iniziato a collaborare con la magistratura fornendo preziosi indizi, piste investigative, elementi giudicati utili che sarebbero stati approfonditi in questa e in altre parti dell'inchiesta.
È proprio nell'ordinanza e custodia cautelare dello scorso anno erano state svelate le operazioni occulte illecite che si celavano dietro il fenomeno calcistico della piccola squadra di calcio della Marsica, Valle del Giovenco che aveva alle spalle oltre che Stornelli, anche Vincenzo Berardino Angeloni e l’imprenditore di Castellamare di Stabia, Francesco Paolo Di Martino.