SULLA STRADA

Strisce blu e finti autovelox: caos e proteste. Comuni contro il ministro Lupi

«Niente multa per chi sosta oltre l’orario pagato». Codacons: «multe da annullare»

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Strisce blu e finti autovelox: caos e proteste. Comuni contro il ministro Lupi

Strisce blu




ROMA. Il chiarimento del ministero dei Trasporti sul fatto che non c'è multa per chi prolunga la sosta nelle strisce blu oltre l'orario per il quale ha regolarmente pagato, non piace all'Anci.
Il ministero dei Trasporti ha ripetutamente espresso nel tempo il parere che, nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisca violazione di una norma di comportamento, ma configuri unicamente una «inadempienza contrattuale».
Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l’inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta. Niente multa, insomma, perché «in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’articolo 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo».
Come recuperare i mancati pagamenti? Secondo il ministero le amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal Codice Civile e dal Codice del Consumo.

L’ANCI PROTESTA
L'associazione dei comuni italiani ritiene che la comunicazione del ministero dei Trasporti nasca da un equivoco sull'assoggettamento al pagamento della sosta, «evidentemente non ritenuto atto di 'regolamentazione' come da Codice della strada» e che dunque non costituisce, per il Ministero, un presupposto per l'applicazione della sanzione. Ma così invece non è, a parere dell'Anci, poichè i Comuni hanno la facoltà di regolamentare la sosta e quindi di sanzionare chi la prolunga oltre l'orario per il quale ha regolarmente pagato il ticket.
L'Anci fa notare che la norma in vigore, è invece ben chiara, così come le sanzioni: se la sosta avviene omettendo l'acquisto del ticket orario, si deve necessariamente applicare la sanzione prevista dal Codice della Strada; se invece la sosta si protrae oltre l'orario per cui è stata pagata la tariffa dovuta, si applicherà la multa prevista dal regolamento comunale. Sulla questione ieri è intervenuto anche il Codacons che chiede al Ministero di «spiegare che fine fanno le multe nulle date negli ultimi 60 giorni, ossia quelle che l'automobilista può ancora far annullare presentando ricorso al prefetto o al giudice di pace e che fine fanno i soldi indebitamente incassati dai comuni in tutti questi anni».
Per il Codacons «tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni vanno annullate d'ufficio dai comuni che le hanno emesse, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissioni di atti d'ufficio». Il Codacons aggiunge che sta già presentando centinaia di ricorsi per conto degli automobilisti multati e sta studiando anche la possibilità di un'azione collettiva per il recupero delle somme già versate.

I ‘FINTI AUTOVELOX’
Nei giorni scorsi il ministero si era espresso nuovamente anche sui finti autovelox che si trovano in tutti i comuni d’Italia ai margini della strada.
Si tratta di box vuoti dissuasori della velocità che la velocità non la misurano perché non c’è all’interno nessuna telecamera. «Non sono in regola e possono anche costituire un pericolo», dice il Ministero, spiegando: «la loro eventuale dislocazione a bordo strada dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata».
«Non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada» e pertanto «non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione».
E sono pure uno spreco di risorse pubbliche: in un recente servizio delle Iene si parla di ben 3 mila euro per ogni colonnina finta. Ora che i Comuni sono informati continueranno ad acquistarli?