DENUNCIA ARTISTICA

Venezia. Pep Marchegiani ‘chiude’ il Ponte della vergogna

Spunta il divieto di accesso ai disabili,

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Venezia. Pep Marchegiani ‘chiude’ il Ponte della vergogna




VENEZIA.  Il classico divieto di accesso con dentro il simbolo di un disabile in carrozzina;  sotto, la scritta “Io non posso transitare, sopra questo ponte costato appena 11,3 milioni di euro, ma progettato da una famosa archistar”. E’ Venezia, stavolta, a fare da teatro alla nuova provocazione dell’artista abruzzese “esplicitista” Pep Marchegiani, che all’alba ha posizionato una serie di cartelli autografi agli accessi e lungo il Ponte della Costituzione, che attraversa il Canal Grande tra piazzale Roma e la stazione di Venezia Santa Lucia, vietando simbolicamente il transito ai pedoni.
La struttura è conosciuta da tutti come Ponte di Calatrava, dal nome dell’architetto che lo ha progettato, lo spagnolo Santiago Calatrava; in tanti, però, l’hanno definita anche “Ponte della discordia”.


Il ponte, inaugurato l’11 settembre del 2008, presenta una forma arcuata ed è lungo complessivamente 94 metri. Composto in gran parte da scalini, è inaccessibile ai disabili e proprio per questo si è resa necessaria la realizzazione di un’ovovia che, dalla mattina alla sera, trasporta diversamente abili, anziani o persone con mobilità ridotta. Il costo complessivo dell’opera ha raggiunto quota 11,3 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere 1,8 milioni per l’ovovia. La cifra finale ha superato di gran lunga i 6,7 milioni di euro previsti nella gara d’appalto. Da più parti è stata evidenziata la pericolosità del ponte, per via della sua conformazione particolare e dei materiali di realizzazione. Numerose, infatti, le persone che, in questi anni, sono scivolate e che, in alcuni casi, hanno denunciato il Comune.
Si sofferma sui difetti della struttura e parla di «ovovia della vergogna», nei suoi cartelli, Pep Marchegiani, che, attraverso le opere affisse oggi, rivolge tre domande al pubblico: «come mai l’archistar Calatrava e tutti gli esperti coinvolti hanno evidentemente e pesantemente sbagliato la spesa preventivata? Perché non hanno minimamente considerato la pericolosità dei materiali usati? Se un ponte per natura dovrebbe unire, per quale motivo il suddetto crea una divisione tra i portatori di handicap e le cosiddette persone ‘abili’?».


«Una struttura lanciata come avveniristica – commenta Pep Marchegiani – che invece è diventata un pericoloso disastro, costato milioni e milioni di euro. E anche i guai della famosa archistrar Calatrava sono noti a molti: solo pochi mesi fa il Comune di Valencia, in Spagna, sua città natale, lo ha portato in tribunale per i problemi all’interno di un teatro da lui realizzato. In un altro caso è stato addirittura condannato. Per  Venezia, invece, la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta sui costi della struttura. Calatrava ha dichiarato che il suo obiettivo è ‘sempre quello di creare qualcosa di eccezionale che migliora le città e arricchisce la vita delle persone che ci vivono e ci lavorano’. E intanto – conclude Marchegiani – chi vive e chi lavora a Venezia continua a scivolare sul Ponte della vergogna, mentre il mondo ci deride. L’archistar incontri i veneziani e si scusi con loro per questa ennesima umiliazione itaGliana».
L’attacco artistico di Pep Marchegiani arriva dopo gli ultimi due blitz attuati dall’artista: il 7 gennaio, a Firenze, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Fu’Renze”, decine di riproduzioni in chiave esplicitista del David e dozzine di copie del curriculum europeo di Michelangelo, “aggiornato” al 2014, hanno invaso le vie della cultura, per sensibilizzare sul rilancio dell’arte contemporanea; lo scorso 8 febbraio, invece, il viale che porta alla Reggia di Caserta è stato tappezzato di cartelli con la scritta ‘Vendesi’, mentre lo storico «Rustico da ristrutturare di ampia metratura con annessi terreno e fontana» è finito anche sui principali portali per le compravendite immobiliari, con l’obiettivo di criticare il decadimento del patrimonio culturale e artistico italiano.