DEEP SIDE OF THE WEB

Pedofilia: ora il paradiso si chiama deep web, l’ultima frontiera di perversione e sfruttamento

L’associazione Meter ha reso noto oggi i dati sul fenomeno: Italia al 4° posto

Redazione Pdn

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Pedofilia: ora il paradiso si chiama deep web, l’ultima frontiera di perversione e  sfruttamento

AVOLA (SR). Cresce il deep web, i social network sono sempre più usati per propagandare la cultura pedofilia; i ragazzi sono sempre più attratti dal sexting, mentre i bambini giocano ormai quasi solo su internet. Non solo: il 2013 ha visto la crescita dell'Africa come Mecca dei pedofili online, ma la guardia resta alta.

Il Meter Report 2013, presentato questa mattina sul sito dell'Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org) tratteggia un quadro drammatico. Nel quale, però, l'impegno di don Di Noto e dei suoi volontari, malgrado le severe difficoltà economiche che stanno per portare alla chiusura di Meter, continua a essere presente con un servizio monumentale a difesa dei bambini. Anche quest'anno l'Associazione offre quindi il suo Report, frutto del lavoro dei suoi volontari che monitorano costantemente la Rete in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, divisione della Polizia con cui Meter collabora dal 2008 in base ad un apposito protocollo.

 I DATI DEL 2013

 Nel 2013 Meter ha monitorato 6.389 siti, 1.048 tra comunità online e social network; sono state erogate 735 consulenze telefoniche, il Centro ascolto e accoglienza si è occupato di 36 casi. Scendono i riferimenti italiani (siti e comunità): se nel 2012 erano 36, ora sono 32. Le segnalazioni sono passate da 101.392 (periodo 2003-2012) a 107.781. Lieve contrazione delle segnalazioni sui social networks, passate da 1.274 nel 2012 a 1.048.

 LA MAGGIORANZA DEI DOMINI E' IN RUSSIA

 I pedofili continuano ad utilizzare domini generici online per mantenere l'anonimato che rappresentano l'82,15% delle segnalazioni; il 9,78% di esse è costituito da domini specifici. La presenza di comunità pedofile su social network è pari al 7,99%. I social network si rivelano sempre più un'ottima piattaforma per la propaganda pedofila. I domini più utilizzati sono .com (1.721, 55,23% sul totale), .lix.in (1.094, 33,21% sul totale), .net (325), .org (70), .info (34), .onion (26), .biz (19), .tv (4). Il dominio .lix.it è stato individuato all’interno di una specifica area geografica che tuttavia non ne permette l’identificazione immediata. Per ragioni di ricerca, Meter non ne diffonde il nome.

 CALANO LE SEGNALAZIONI, SALE IL DEEP WEB.

Il confronto col 2012 mostra una diminuzione nel numero di siti segnalati: i 15.946 dell’anno precedente vengono sostituiti dai 6.389 dell’anno di riferimento evidenziando un calo del 22% circa. Il Deep Web è la nuova frontiera da contrastare. 56.357 sono i siti pedofili monitorati nel 2012.

 BAMBINI SEMPRE PIU' SOLI, NON SI GIOCA PIU' DAL VIVO

 I dati del Centro Nazionale Meter mostrano come i bambini già all’età di 8 anni sono entrati in una mentalità digitale. Collegano le loro azioni, gioco, attività varie ad un bisogno di “condividerle”, in maniera virtuale con i loro “amici”. Due i rischi online:

  1. Aumento dei minori adescati da pedofili;
  2. Diminuzione del tempo dedicato ai giochi reali;

 2013, ANNO DELL'AFRICA

 Nel 2013 si riscontra per la prima volta un ruolo predominate dell’Africa nell’alimentazione della rete pedopornografica virtuale, che domina con il 45,75%, seguita in ordine dall’Europa (42,28%), Asia(14,89%), Oceania (3,76%) e America (3,32%). Rimane, inoltre, confermato rispetto alla condizione dell’anno precedente, l’ordine di responsabilità dei cinque Continenti in merito alla diffusione della cultura pedofila attraverso la rete internet con il 32,01%

L’osservazione dei domini della rete per la diffusione di materiale a contenuto pedopornografico mostra il ruolo principale della Libia .ly (Africa), con 935 siti segnalati rispetto ai 78 del 2012 e della Russia (Europa) che con le estensioni .ru copre 663 siti segnalati, rispetto ai 571 del 2012. L’Asia è rappresentata in primo luogo dall’India con il dominio .in (68 siti) seguita dal Giappone (n. 22), l’Oceania dalle Isole Tonga (50) e l’America dagli Stati Uniti (44). Ancora una volta, l’Italia ricopre ruolo non indifferente all’interno del panorama della criminalità pedofila in rete con 32 siti e riferimenti su 1.560 individuati. Il ruolo marginale del nostro Paese può essere ricondotto all’efficienza della costante lotta alla pedopornografia online alla quale Meter contribuisce in maniera costante collaborando quotidianamente con la Polizia Postale e con il Ministero dell’Interno.

ALLARME SEXTING

Il fenomeno del sexting – ossia l'invio di testi o immagini sessualmente esplicite - è sempre in aumento. Nel 2013 Meter ha condotto un indagine pilota riguardo la diffusione del fenomeno del sexting, esplorando la diffusione e la conoscenza dello stesso fra un gruppo di adolescenti campione. L’autoproduzione e l’autopromozione del materiale in rete da parte di minori spiega l’ampia diffusione del fenomeno a causa della sua incontrollabilità. Sono i minori a produrre deliberatamente materiale a sfondo sessuale e a metterlo in rete. Per questa ragione, Meter agisce nel territorio con attività di prevenzione e sensibilizzazione rivolte direttamente ai minori, affinchè essi stessi comprendano l’importanza di una sana cultura del corpo e della sessualità. Solo agendo dall’origine è possibile arginare un tale fenomeno.

 I CASI SEGUITI

 Dal 2002 al 2013 Meter ha seguito 987 casi; come si è detto, l'anno scorso i casi sono stati 36. Il 58,4% di essi ha riguardato consulenza psicologica, mentre il 25% ha richiesto una consulenza di primo aiuto.. Le problematiche restano scottanti: abuso sessuale (25%), sospetto di abuso sessuale (30,6%), difficoltà familiari (16,6%), molestie attraverso internet (11,2%), segnalazione siti a contenuto pedopornografico e disturbi di ansia (entrambe al 5,5%), abuso psicologico e prostituzione (entrambi al 2,8%).

 DON DI NOTO: «IN ITALIA SI PUO’ FARE DI PIU’»

Per il fondatore e presidente di Meter, don Fortunato Di Noto, «I dati, come potete vedere, rappresentano una realtà drammatica e in crescita con rilievi di denuncia che hanno reso visibile le torture sessuali sui bambini in tenerissima età. La pedofilia criminale si nasconde nel deep web e conosce qualsiasi tipo di canale per produrre e smerciare materiale pedopornografico e la strisciante cultura pedofilia che normalizza i gravi abusi sui bambini. E’ un crimine contro i bambini, per questa ragione i fenomeno può essere non può essere sottovalutato e ridimensionato. La difesa dei piccoli e dei deboli ci impone di rilanciare l’appello e l’intervento per dichiarare la pedofilia e le sue forme abiette: un crimine contro l’umanità. Meter è concretamente a rischio chiusura e di rallentare servizi di monitoraggio, numero verde nazionale, centro ascolto e Casa Meter per accoglienza minori. per le difficoltà concrete di risorse. Il Report 2013, dimostra il concreto e visibile impegno a tutela dell’infanzia. La difesa dei piccoli e i deboli ce lo impone», conclude don Di Noto.

 

PEDOFILIA Report Annuale 2013