NUMERI RISTRETTI

Carceri: Sulmona, sit-in di protesta contro carenze organico

Agenti e sindacalisti senza bandiere: «la nostra salute in pericolo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1285

Carceri: Sulmona, sit-in di protesta contro carenze organico





SULMONA. Hanno scelto di protestare senza bandiere e senza sigle sindacali nel giorno in cui è partito il progetto per realizzare il nuovo padiglione del carcere di Sulmona.
Ieri mattina, dalle 10, una cinquantina fra agenti di polizia e rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Sappe, Osapp, Ugl, Sinappe e Cnpp hanno partecipato ad un sit-in di protesta per gridare la loro rabbia contro le gravi condizioni in cui sono costretti a lavorare. Lamentano carenza di organico e carichi di lavoro tali da mettere in serio pericolo la loro salute: 240 agenti a fronte di 500 detenuti, tutti di alta sicurezza, molti ergastolani e con pene elevate.
«Da oggi inizia un nuovo giorno per tutti noi - ha detto Mauro Nardella della Uil penitenziari - Tutti insieme, senza sigle, ci batteremo per un unico obiettivo: migliorare le nostre condizioni, quelle dei detenuti e della città che ci ospita. Il nuovo padiglione porterà nel carcere di Sulmona altri 200 detenuti, arriveranno altri 90 agenti con le loro famiglie, che faranno crescere l'economia del territorio. Però l'amministrazione penitenziaria, intanto, deve fornire tutti i mezzi per poter mandare avanti la struttura in maniera decorosa».
Si sono uniti alla protesta anche esponenti della Camera Penale di Sulmona e dell'Osservatorio sull'Esecuzione Penale.

Si è ancora una volta ribadita la necessità immediata di contare su 30 agenti subito e la riproposizione del Decreto Ministeriale sulle dotazioni organiche del 2001 unilateralmente ricondotte ad una pianta organica da “fame”, «che non ha per niente tenuto conto della trasformazione circuitale e che ha di fatto azzerato le aspettative di vita tutto il personale che, lo ricordiamo, ha un'età media di 45 anni e più di 25 anni di servizio sulle spalle».
A fronte, infatti, di 328 unità di polizia penitenziaria previste dal vecchio decreto, quando nel carcere peligno erano reclusi molti meno detenuti di alta sicurezza e molti internati «l'amministrazione penitenziaria», denunciano i sindacati, «ha consegnato, con il nuovo decreto, una pianta organica di sole 262 unità a fronte di una popolazione detentiva che conta esclusivamente detenuti di elevato calibro criminale». Entro 15 giorni, qualora non ci dovessero essere sostanziali novità rispetto a quanto è oggetto della vertenza, verrà messa in atto una nuova manifestazione.
«Prevediamo un corteo che partirà dal carcere», annunciano i sindacati, «farà una sosta dinanzi il tribunale allorquando ci si incontrerà con i responsabili della Camera Penale ed insieme ci si dirigerà verso il palazzo comunale laddove, simbolicamente, occuperemo la sala consiliare. Sarà quella l'occasione per chiedere al sindaco Peppino Ranalli, l'attivazione di un Consiglio Comunale straordinario con all'ordine del giorno le problematiche oggetto del contenzioso».