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Abruzzo. «Stop al petrolio», Wwf, Legambiente e No-triv ascoltati alla Camera

Interventi in Commissione Ambiente

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Abruzzo. «Stop al petrolio», Wwf, Legambiente e No-triv ascoltati alla Camera





ABRUZZO. SI è svolta ieri, dopo svariati rinvii, l’audizione dei rappresentanti No Triv, Legambiente e WWF alla Camera.
L’intervento si è tenuto nell'ambito della discussione della risoluzione 7-00034 della deputata Mariastella Bianchi (Pd) sulla sospensione delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi off shore e modifica della normativa sulla materia.
L’audizione a commissioni riunite (VIII e X) si è tenuta nell’aula dell’VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) ed è stata presieduta da Ermete Realacci.
Al breve incontro hanno preso parte Fabrizia Arduini del Wwf Abruzzo, Stefano Lenzi (Wwf), Giorgio Zampetti (Legambiente). In rappresentanza del Coordinamento No Triv è intervenuta Marica Di Pierri, dell'associazione A Sud, una delle realtà aderenti al coordinamento.
Da tutti gli interventi auditi è emerso sostanziale parere favorevole rispetto alla risoluzione, pur chiarendone la parzialità e sottolineando la necessità di una profonda revisione dell'intera materia e di una ridiscussione della Sen (strategia energetica nazionale).
Si sono pronunciati in risposta alla memoria di No Triv e alle memorie degli altri relatori due parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno chiesto lumi sui dati relativi allo sversamento di idrocarburi nel Mare Adriatico e in merito alle ricadute che le estrazioni hanno nel tessuto economico abruzzese.
Arduini parla di confronto «singolare» tra le posizioni di Ermete Realacci e quelle del presidente Confindustria Giorgio Squinzi: «il primo», spiega l’esponente del Wwf, «sembra orientato a proteggere prima le esigenze industriali del Paese e solo dopo quelle ambientali, come se le due non fossero la medesima faccia dello sviluppo economico, il secondo vede nello sviluppo dell’industria dell’efficienza energetica il vero volano per lo sviluppo con un incremento della produzione industriale di 65 miliardi di euro all'anno e dell'occupazione di 500mila unità».

La risoluzione in questione, ha spiegato Di Pierri, «non può essere considerata rimedio definitivo, ma la sua adozione rappresenterebbe un primo passo rilevante per la revisione dell’intera disciplina normativa riguardante prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi oltre che per una auspicabile e profonda revisione della Sen».
Il coordinamento ha chiesto di «mettere un freno all’estrazione, evitare mega progetti contaminanti, incentivare la microproduzione domestica, investire nella costruzioni di reti intelligenti ed efficientare l'intero sistema produttivo: tutto questo servirebbe, d’un colpo, a rispondere alla sfida climatica, combattere i monopoli in campo energetico, rilanciare l'economia e redistribuire ricchezza e favorire la partecipazione della società civile».

I NUMERI
Secondo il rapporto del WWF, sono attualmente attive nei mari italiani: 3 istanze di permesso di prospezione (in un’area di 30.810 kmq), 31 istanze di permesso di ricerca (in un’area di circa 14.546 kmq), 22 permessi di ricerca (in un’area di circa 7.826 kmq), 10 Istanze di coltivazione (in un’area di circa 1.037 kmq), 67 concessioni di coltivazione (che occupano un area pari a 9.025 kmq) con 396 pozzi produttivi in mare di cui 335 a gas e 61 a petrolio. 104 sono le piattaforme di produzione, 8 quelle di supporto alla produzione, 3 unità galleggianti di stoccaggio temporaneo.