LA PETIZIONE

Disastro ambientale in Val Pescara: «vogliamo le bonifiche e l'indagine epidemiologica»

Il Forum acqua lancia una petizione su avaaz.org

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6146

Disastro ambientale in Val Pescara: «vogliamo le bonifiche e l'indagine epidemiologica»




ABRUZZO. Una petizione per chiedere l'avvio delle bonifiche a Bussi e in Val Pescara e per far realizzare l'indagine epidemiologica coinvolgendo l'Istituto Superiore di Sanità.
A lanciare l'iniziativa è il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua che raccoglierà le firme sia in forma cartacea sia attraverso il sito www.avaaz.org (qui per firmare )
«Nei giorni scorsi», commenta Augusto De Sanctis, «abbiamo dovuto commentare l'ennesima cattiva notizia riguardante l'ambiente della Valpescara, lo sversamento in soli sei giorni nell'Adriatico di 1,45 tonnellate del pericolosissimo esacloroetano trascinato dal fiume Pescara in piena a valle dall'area inquinata di Bussi».
Qualche settimana prima è stato sempre il Forum abruzzese a divulgare un documento dell'Agenzia Sanitaria Regionale sulla prevalenza dei tumori nella Val Pescara, con dati Chiodi li definisce «parziali») circa lo stato della salute dei paesi di Bussi e Popoli e dell'area metropolitana di Pescara.
A Bussi si registra fino ad un + 70%, a Popoli + 29%, a Pescara +18%, a Francavilla al Mare + 20%, a Spoltore +15%, a Montesilvano + 9%.
Il documento per due anni è rimasto segreto e stampato in 100 opuscoli che però non sarebbero mai stati divulgati pubblicamente. E Chiodi ha spiegato nei giorni scorso il motivo della ‘riservatezza’: «si tratta di dati parziali»

10 ANNI DI IMMOBILISMO
Sono passati 10 anni dalle prime segnalazioni che evidenziavano ufficialmente una condizione di inquinamento sconvolgente; 7 anni dal sequestro della discarica di Tremonti, avvenuto a marzo 2007; 6 anni dalla perimetrazione dell'intero sito, compresa l'area industriale e altre discariche, come Sito di Interesse nazionale per le Bonifiche da parte del Ministero dell'Ambiente. Ad anni di distanza di bonifiche neppure l'ombra, piuttosto c’è stato un sequestro bis e la scoperta che neanche i sistemi di trattamento delle acque per la messa in sicurezza di emergenza erano pienamente efficienti, con conseguente inchiesta della Procura che ha ritenuto attendibile un esposto DI De Sanctis del maggio 2013.
«E' una situazione intollerabile a cui dobbiamo porre rimedio», protesta De Sanctis. «Chiediamo aiuto a tutti i cittadini, alle associazioni, ai comitati per premere sulle istituzioni affinchè si esca dalla palude. Basta firmare e condividere l'iniziativa sui propri profili Facebook, sulle pagine di associazioni e comitati. La mobilitazione paga sempre».

L’APPELLO AI SINDACI
«Facciamo appello ai sindaci della Valpescara», commenta Renato Di Nicola del Forum Acqua, «affinchè si impegnino a garantire la realizzazione di un'approfondita analisi epidemiologica con il coinvolgimento di organismi scientifici nazionali, come l'Istituto Superiore di sanità. Infatti l'Istituto sta già monitorando con lo studio Sentieri la situazione sanitaria in quasi tutti – 44 su 58 – Siti di Interesse nazionale per le Bonifiche, alcuni dei quali oggi riclassificati quali Siti di Interesse Regionale. Ha accertato in queste aree un aumento incredibile di mortalità associata all'inquinamento, con migliaia di morti in eccesso nelle zone esposte a contaminanti. Nella Valpescara oltre a Bussi esistono altre aree inquinate, come Piano d'Orta e l'area industriale di Chieti scalo, classificata come Sito di Interesse Regionale per le Bonifiche. E' dunque necessario verificare i dati allarmanti contenuti nello studio dell'Agenzia sanitaria del 2012 che, purtroppo, è stato divulgato solo grazie al nostro impegno». 

«SI DISCUTE SOLTANTO E NON SI AGISCE»
Secondo il Forum non sono convincenti le motivazioni del presidente Chiodi sulla mancata pubblicizzazione dello studio : «è stato realizzato nel 2012 e sono passati ben due anni durante i quali si potevano fare tutti i doverosi approfondimenti del caso visto che esiste il principio di precauzione e che i dati contenuti nel rapporto sono assolutamente preoccupanti», insiste Di Nicola. «Oggi invece scopriamo che l'Agenzia sanitaria sta ancora discutendo il metodo da adottare per realizzare le nuove indispensabili indagini. Siamo noi cittadini a far emergere dati e monitoraggi esistenti, sia di carattere ambientale che sanitario, che rimangono chiusi in cassetti e armadi degli enti che ci dovrebbero tutelare. Per questo vogliamo che siano convocati tavoli di lavoro sull'indagine epidemiologica aperti alla partecipazione delle comunità della Valpescara e dei gruppi che in questi anni stanno lottando per la difesa dell'ambiente e della salute di un territorio, quello tra Popoli, Chieti e Pescara dove vivono 500.000 cittadini».