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Deputati d’Abruzzo: Melilla il più presente, Piccone assente al 70% delle votazioni

Ad un anno dalla loro elezione quanto partecipano ai lavori dell’aula?

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Deputati d’Abruzzo: Melilla il più presente, Piccone assente al 70% delle votazioni




ABRUZZO. A Roma, a Roma! Cosa non si promette agli elettori in campagna elettorale per conquistare il fatidico scranno.
Ma poi, una volta eletti, che cosa fanno? Come si comportano i nostri parlamentari? Sono davvero così ligi ai doveri? Cominciamo a verificarlo, partendo dai dati sulle presenze fornite dai vertici di Montecitorio (elaborazione Openparlamento al 23 febbraio 2014).
Cosa dicono? Che, per quanto riguarda la Camera, il deputato abruzzese più assiduo risulta Gianni Melilla (Sel), mentre il più assente è Filippo Piccone (Pdl).
Melilla, ex sindacalista classe 1954, appartenente al gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel), sembra proprio uno stakanovista. Il parlamentare pescarese vanta infatti presenze pari al 99,43%, avendo partecipato a 3.477 delle 3.497 votazioni elettroniche sinora svoltesi nell'aula. Solo venti assenze, dunque, una performance da Guinnes dei primati che nessuno dei colleghi abruzzesi per il momento sembra in grado di insidiare.

Seconda classificata nella graduatoria dei più presenti risulta Vittoria D’Incecco, deputata del Partito democratico (Pd), anche lei assidua frequentatrice dell’aula, ma staccata di oltre due punti da Melilla: annovera un 97,40% di presenze (3.406 votazioni) e 91 assenze, pari al 2,6% del totale.
A ruota, al terzo posto, segue Maria Amato, anche lei del Pd. Risponde all’appello in 3.303 votazioni (94,45%), con una percentuale di assenze pari al 5,55% (194).
Quarto in classifica è Andrea Colletti, del Movimento 5 Stelle, che ha partecipato a 3.085 votazioni (88,22%) mancandone 412. Supera di poco il collega pentastellato Daniele Del Grosso, presente all’ 87,25% delle votazioni (3.051 in totale), al quale vengono conteggiate 359 assenze, 87 delle quali (pari al 2,49 per cento) però giustificate in quanto deputato “in missione”.

Sesto in graduatoria Gianluca Vacca (altro M5S): 85,53% (2.991) di presenze, che supera Giulio Sottanelli (Scelta Civica, 82,70% di presenze); Antonio Castricone (Pd), che vanta l'80,15% di votazioni valide; Paolo Tancredi, Nuovo Centro Destra, con una percentuale del 75,18%; Tommaso Ginoble del Pd (73,95%) e Itzhak Yoram Gutgeld, altro Pd e fedelissimo di Matteo Renzi, che risulta avere invece collezionato il 72,81% di presenze, pari a 2.546 votazioni valide.
Fin qui, tutto sommato, una situazione accettabile, nella norma del generale andazzo delle presenze registrate dai parlamentari nell'aula di Montecitorio.
Scorrendo ancora la graduatoria, si incontra un altro deputato di antica fede berlusconiana : Fabrizio Di Stefano, già senatore nella XVI legislatura, classe ’65 nato a Casoli: chissà dov’era durante le 1.580 votazioni (il 45,18% del totale) in cui risulta assente non giustificato? Le presenze contano invece una percentuale del 54,82%.
Il “fantasma di Montecitorio”, “il deputato che non c'è”, sembra però avere un nome a sorpresa: Giovanni Legnini. Assenteista, ma solo in apparenza, ha partecipato ad appena 157 votazioni su 3.497, raggiungendo appena il 4,49% di presenze.

La ragione è presto detta: Legnini, in questo anno di legislatura, è stato anche Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con compiti piuttosto impegnativi: delega all'Editoria e all'Attuazione del programma. E in questa veste in 3.220 votazioni mancate (pari al 92,08 per cento del totale registrato in aula) è risultato sempre “in missione”, quindi al lavoro, dunque in pratica sempre al lavoro e dunque “attivo” con una percentuale vicinissima a quella record di Melilla.
Diverso il discorso per Filippo Piccone, ex coordinatore di Fi ora nel Ncd di Angelino Alfano, maglia nera della compagnia: con il suo modesto 31,83 per cento di presenze, 1.113 su 3.497 votazioni, il deputato di Celano risulta chiaramente ultimo in classifica. E senza alcuna giustificazione.
g.d.n.