L'INZIATIVA

Crisi, 50 mila denunce contro il Governo per istigazione al suicidio

L’iniziativa del comitato 580 promosso dal Movimento 5 Stelle

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Crisi, 50 mila denunce contro il Governo per istigazione al suicidio




ABRUZZO. Più di 50mila denunce contro il governo per «istigazione al suicidio» sono state presentate in tutte le procure d'Italia dal Comitato art. 580 (l'articolo del codice penale che configura il reato), promosso dal Movimento 5 stelle.
L'iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi da un gruppo di imprenditori e di avvocati del comitato in una conferenza stampa al Senato.
«In pochi giorni abbiamo ricevuto più di 15mila adesioni sulla nostra pagina Facebook - ha spiegato Antonio Corcione, promotore dell'iniziativa - ma il nostro lavoro è nato con l'emittente web che cerca ogni giorno di sostenere legalmente e psicologicamente tutte le persone in difficoltà, attraverso questo mezzo abbiamo raccolto centinaia di storie». La via intrapresa è quella dell'esposto-querela.

«"Le prove ci sono - spiega Corcione - abbiamo lettere di suicidi in cui spiegano di essersi tolti la vita perchè non riuscivano a mantenere la famiglia, alcuni che si erano rivolti alle istituzioni e ai comuni per un sostegno si sono sentiti dire: è meglio che non venite altrimenti vi tolgono i bambini».
«Gli ultimi due Governi non hanno saputo alleviare la sofferenza economica di molte famiglie, imprenditori e lavoratori, determinando il loro destino umano e professionale, ma hanno invece deciso di adottare misure economiche ad esclusivo vantaggio di banche e lobbies» , sottolinea la senatrice abruzzese Enza Blundo. «Nella mia Regione, a causa dei pesanti effetti della crisi economica che stiamo vivendo, solo nel 2013 si sono tolte la vita sette persone. Due tragedie sono accadute sabato scorso», ha ricordato la parlamentare, «il lutto ha riguardato indirettamente anche uno dei nostri candidati per le regionali: un ragazzo di 35 anni che non ha più trovato motivi per credere nel futuro e ha deciso di togliersi la vita.

Una guerra che non fa sconti a nessuna latitudine, soggetta ad aumento esponenziale che non sembra accusare battute d'arresto».
E Blundo parla anche dell’incontro di ieri tra Grillo e Renzi e appoggia in pieno la reazione del leader pentastellato che non solo non ha lasciato parlare il suo interlocutore ma ha abbandonato la sala dopo poco più di 10 minuti.
«Non serviva presentare a Renzi il nostro programma», ha detto la senatrice, «perchè è pubblico e noto, soprattutto a chi ne ha ripreso la metà - come ha ricordato lo stesso Beppe - con un copia e incolla privo di analisi e di elaborazione a monte. Le cose che il Governo dovrebbe fare sono evidenti e richieste anche dalle oltre 60 mila persone che hanno protestato in Piazza del Popolo, soffocate da un sistema fiscale che non tiene conto delle esigenze di lavoratori e di imprenditori. Il lavoro rappresenta la realizzazione di sé e il diritto primario per sentirsi parte attiva della società. La disperazione e il senso di impotenza delle persone porterà a una guerra civile, se non si agisce subito. Il Movimento non ha tempo per chiacchiere sterili e incontri di rappresentanza», conclude Blundo.