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Stamina: per Noemi c’è una cura alternativa a Pescara

Scettico il padre: «mai testata su Sma 1, potrebbe essere solo perdita di tempo»

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Stamina: per Noemi c’è una cura alternativa a Pescara





L’AQUILA. Una alternativa al metodo Stamina da attuarsi nell'ospedale di Pescara è stata prospettata ieri nel corso della conferenza dei capigruppo alla Regione ad Andrea Sciarretta, il papà di Noemi affetta da Sma 1.
Noemi, dopo il pronunciamento del tribunale dell'Aquila, attende la chiamata dall'ospedale di Brescia per ricevere le infusioni previste dal metodo Stamina.
Al momento non si sa quando la situazione potrebbe sbloccarsi e la famiglia è da dicembre in attesa di una telefonata.
Il padre però non nasconde le sue perplessità per la nuova terapia che potrebbe essere effettuata a Pescara: «sono aperto al dialogo ma mi vengono seri dubbi nel momento in cui mi si propone un'alternativa senza che medici ed esperti mi spieghino scientificamente il tipo di cure ed i suoi effetti».
«Mi viene prospettato un trattamento che non è mai stato testato su bimbi affetti da Sma 1» continua il genitore. «La mia perplessità da papà, anche con un velo di gelo, è che nessuno si rende conto che i tempi di Noemi sono stretti, e mi si dà un'alternativa mai testata, c'è la seria possibilità che si riveli inefficace per mia figlia quando invece c'è una cura, Stamina, i cui benefici apportati a bambini effetti da Sma 1 sono stati certificati da medici esterni al metodo stesso».
Per il papà di Noemi c'è il rischio di «restare diversi mesi, decisivi, a fare queste infusioni senza miglioramenti e invece dall'altra parte c'è un trattamento efficace che può fermare il decorso della malattia e aumentare la qualità della vita. Un papà deve puntare al massimo - conclude Andrea - ed ora Stamina rappresenta l'unica terapia efficace».
Ma sul fronte Stamina, come detto, è tutto bloccato. C’è una inchiesta in corso e anche le possibilità che la sperimentazione venga portata in Abruzzo, come preventivato nei mesi scorsi, pare ormai una alternativa non più percorribile.
«Il fatto che si siano bloccati i lavori per vedere se si può attuare Stamina in Abruzzo», commenta Sciarretta, «è dipeso dalle ultime dichiarazioni del presidente e commissario per la sanità Chiodi e del sub commissario Zuccatelli che in una lettera al ministero hanno scritto che non ci sarà sperimentazione senza un pronunciamento dello stesso ministero. La dichiarazione di Chiodi - ha spiegato Andrea - ha creato più ostacoli di quanti ne esistevano, è giusto riconvocare gli esperti ma è anche giusto chiarire che bisogna arrivare in tempi stretti - ha concluso - a fatti concreti perché la Sma a parole non la fermi».