ANNIVERSARI

Procreazione assistita, 10 anni di Legge 40, 28 interventi dei tribunali

Ennesimo ricorso per chiedere uso embrioni congelati per Ricerca

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Procreazione assistita, 10 anni di Legge 40, 28 interventi dei tribunali




ROMA. La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma) compie oggi 10 anni e, a breve termine, già si profilano nuovi appuntamenti nelle aule giudiziarie italiane ed europee.
Il prossimo 18 giugno, infatti, la normativa sarà nuovamente al vaglio della Corte europea dei diritti, mentre l'8 aprile la Corte Costituzionale esaminerà, tra l'altro, il divieto previsto di fecondazione eterologa. Una legge, quella italiana sulla procreazione, che ha già visto per 28 volte l'intervento dei tribunali, con 19 'bocciature' e la 'riscrittura' di alcune sue parti con sentenza della Consulta.
«Proprio oggi, nel decennale della firma della legge 40 del 2004 - afferma il segretario dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Filomena Gallo - abbiamo ricevuto comunicazione che la Grande Camera della Corte Europea dei diritti ha fissato per il prossimo 18 giugno l'udienza pubblica per il ricorso di una donna che ha perso il compagno e che chiede di donare i propri embrioni crioconservati da oltre 10 anni alla ricerca». 

Si sono costituite nel procedimento l'Associazione Coscioni insieme con le associazioni di pazienti Cerco un bimbo, Amica Cicogna, L'altra cicogna. La Corte EDU, dunque, spiega Gallo, «potrebbe condannare l'Italia per violazione della Carta Europea dei diritti dell'uomo come già avvenuto per l'accesso alle tecniche di fecondazione».
Intanto, il prossimo 8 aprile, al vaglio della Consulta ci saranno il divieto di eterologa, di revoca del consenso e, anche, di embrioni alla ricerca. A breve, sempre in Corte, è prevista inoltre l'udienza per l'accesso delle coppie fertili alla fecondazione. Ad oggi, sono tre i 'pilastri' della legge già 'abbattuti' dai giudici: il divieto di produzione di più di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti e il divieto di diagnosi preimpianto. 

Molti i giudizi critici sulla normativa: La Legge 40, sottolinea il presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità (Sifes), Andrea Borini, «è stata criticata anche dalla Corte di Strasburgo, che nel 2012 ha condannato l'Italia per violazione della Convenzione dei diritti dell'uomo, e rischia ora lo smantellamento completo. La legge che si proponeva di soddisfare le esigenze delle coppie con problemi riproduttivi e che aveva annunciato la nascita della 'Casa dell'embrione’, si è invece dimostrata inadeguata, incentivando, di conseguenza, la pratica del 'turismo riproduttivo'».
Anche per Laura Rienzi, presidente della Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca (Sierr), si tratta di «una legge piena di divieti che di fatto ha limitato la pratica medica della pma rendendola meno efficace. Una Legge che si proponeva di difendere la figura dell'embrione umano ma questo a scapito della coppia ed in particolare della donna, e che ha sicuramente fallito nel suo intento rendendo la procreazione medicalmente assistita meno sicura per le coppie e per gli embrioni stessi».