IL CASO

Provveditorato Opere pubbliche, giudice reintegra Carlea

Dirigente torna a capo dell'ente Campania e Molise

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Donato Carlea

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L’AQUILA. Il giudice del lavoro del tribunale di Roma, Giuseppina Leo, ha accolto il ricorso dell'ex provveditore interregionale alle Opere Pubbliche di Lazio Abruzzo Sardegna, Donato Carlea.
Era stato trasferito lo scorso anno al provveditorato Campania-Molise ma Carlea ha presentato ricorso contro le sanzioni disciplinari e la sospensione di sei mesi dall'incarico decise dal servizio dall'Ufficio disciplina della direzione generale del ministero delle Infrastrutture.
Il tribunale ha disposto che il dirigente dello Stato, che aveva presentato un ricorso d'urgenza ex articolo 700, venga reintegrato a capo del provveditorato Campania e Molise, dove era tornato dopo essere stato tre anni nell'istituzione Lazio, Abruzzo Sardegna.

Lo stesso giudice del Lavoro ha rigettato l'altro ricorso d'urgenza presentato da Carlea contro il provvedimento di trasferimento, molto contestato all'Aquila, dal Provveditorato Lazio, Abruzzo e Sardegna a quello campano-molisano: il giudice non ha rilevato l'urgenza, quindi il contenzioso proseguirà in via ordinaria.
«Hanno vinto la giustizia e le persone perbene, comunque le indagini faranno emergere tutte le verità» si è limitato a dire Carlea senza fare altri commenti.
Proprio lui nei mesi scorsi avrebbe denunciato alla Corte dei Conti il caso di una «ristrutturazione fantasma» che sarebbe costata alle casse dello Stato ben 18 milioni di euro.

Nella denuncia si parla senza mezzi termini di «una truffa». Il caso lo conosce da vicino perché se ne occupò quando era a capo del Provveditorato del Lazio e gli costò anche una sanzione disciplinare.
Questo cartellino giallo è stato nei mesi scorsi oggetto di una interrogazione parlamentare.

Il caso, ricostruito a fine gennaio dal settimanale L’Espresso è quello della ristrutturazione (su cui anche la procura ordinaria sta indagando da un anno) di un edificio a Roma che sorge all’interno di un complesso demaniale sede della Guardia di Finanza che doveva essere destinato agli 007 italiani.
Il settimanale in un articolo firmato da Emiliano Fittipaldi ricostruisce così l’accaduto: «è la storia di un incredibile sperpero di denaro pubblico: a fronte di 18,3 milioni lo Stato non ha avuto infatti nulla in cambio. Niente di niente. I lavori, infatti, non sono mai stati realizzati. Nemmeno un muro, un tramezzo o due piloni: l’immobile B di via del Boglione è nelle stesse identiche condizioni del 2005». Il contratto con la ditta era stato firmato nove anni fa da Angelo Balducci (predecessore di Carlea) poi arrestato nel 2009 con l’accusa di far parte di una cricca che mise in piedi un «sistema gelatinoso» per gestire gli appalti.

LE POLEMICHE A L’AQUILA
L'addio di Carlea dall'Aquila era stato al centro di polemiche innescate dal sindaco, Massimo Cialente, che tra l' altro, con una lettera al ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva chiesto di non trasferire il dirigente per poter dare continuità all'azione di ricostruzione post terremoto.
Al posto di Carlea è stato nominato Roberto Linetti, 59 anni, proveniente dal provveditorato interregionale di Toscana e Umbria, che in Abruzzo ha svolto le funzioni di responsabile Unico del Procedimento (Rup) in alcune importanti opere pubbliche.
Sempre in regione Carlea aveva seguito da vicino le operazioni del dragaggio in una delle fasi più difficili: quelle dei continui ritardi per l’avvio dei lavori.

Leggi l’articolo de l’espresso
*** SERVIZI SEGRETI, 18 MILIONI DI EURO PER LA RISTRUTTURAZIONE 'FANTASMA'