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Totogoverno. Abruzzo alla carica: Legnini in pole position

Per Pezzopane un sottosegretariato alla ricostruzione aquilana?

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Totogoverno. Abruzzo alla carica: Legnini in pole position




ABRUZZO. Parte la corsa del presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi per sciogliere la riserva e provare a formare il nuovo governo.
E parte la rincorsa dei politici per cercare di salire sul carro del nuovo esecutivo e cercare di ottenere qualche preziosa poltrona. E l'Abruzzo come è messo in questa gara a ottenere l'incarico?
Della possibilità di avere qualche ministro sembra, almeno stando alle previsioni, inutile parlarne. Nessun deputato e nessun senatore del Pd o dell'area di centrosinistra sembrano avere la minima possibilità, non avendo la stazza, la caratura e nemmeno il pacchetto di tessere e voti necessari per avanzare la pretesa. Comunque, non si sa mai, farsi sotto non è mai inutile.
Diverso, invece, il discorso per la pletora di sottosegretari che bisogna comunque nominare. In questo caso, la possibilità che Renzi conceda qualcosa all'Abruzzo è molto più concreta.
Due sono le personalità in corsa. 

La prima è la senatrice Stefania Pezzopane, anche se la sua è piuttosto una autocandidatura. L'ambiziosa Stefania, che con un improvviso voltafaccia è diventata la prima renziana d'Abruzzo, non è un mistero per nessuno, da anni coltiva il progetto di vedere creato un apposito sottosegretariato alla Ricostruzione dell'Aquila. E chi può ricoprire questo incarico, dicono i suoi supporter, se non lei, aquilana sino al midollo e parlamentare garante della stessa ricostruzione?

L'altra personalità abruzzese in corsa, che al governo ci è già stata con il dimissionato Enrico Letta, è Giovanni Legnini, sottosegretario uscente alla presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma e all'Editoria.
Anche per i critici del governo Letta, Legnini pare abbia svolto degnamente il suo lavoro, tanto da avere importantissimi sponsor per la sua riconferma, a cominciare da illustri esponenti del mondo dell'informazione, mai come in questo momento bisognoso di mani esperte per gestire le erogazioni pubbliche necessarie per aiutare giornali e tv ad uscire dalla crisi.
Anche i rapporti tra Legnini e il mondo dei renziani sembrano buoni. E, al momento, sufficienti a garantire la riconferma.
Qualche rassicurazione c'è già stata. Vero che in politica non si può mai dire e con l'imprevedibile Renzi soprattutto. Ma se i segnali già spediti valgono qualcosa, Legnini qualche speranzuccia di salire sulla barca governativa fa bene a coltivarla.
g.d.n.