TURISMO

Turismo, assessori regionali protestano: «manca una strategia politica»

Ieri giornata inaugurale della Bit

Redazione Pdn

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Turismo, assessori regionali protestano: «manca una strategia politica»




ABRUZZO. «Manca una politica nazionale sul turismo da anni».
Lo hanno affermato gli assessori regionali al Turismo durante la conferenza stampa convocata in occasione della giornata inaugurale della Bit, la Borsa internazionale del turismo.
«Il dibattito sulla modifica del Titolo V della Costituzione», ha detto il coordinatore nazionale Mauro Di Dalmazio, «rischia di essere una cortina fumogena al riparo della quale ci sono inazioni e responsabilità. Dal canto nostro abbiamo dimostrato che il Sistema delle Regioni sta facendo degli sforzi unitari nel settore della promozione a tutti i livelli, così come abbiamo la necessità che Enit venga rimesso nelle condizioni di lavorare e di svolgere la propria funzione, altrimenti, come provocazione estrema, abbiamo detto che la si può anche chiudere, perchè se bisogna ridurla all’inoperatività sostanziale senza risorse rispetto alle omologhe agenzie gli altri Paesi competitor, non ha molto senso andare avanti».
Il coordinamento degli assessori al Turismo, erano presenti oltre a Di Dalmazio, Maurizio Melucci (Emilia Romagna), Silvia Godelli (Puglia), Angelo Bellangini (Liguria), Fabrizio Bracco (Umbria), Cristina Scaletti (Toscana) e Alberto Covelli (Lombardia), ha poi posto l'accento sul alcuni temi che da mesi ha girato all'attenzione del governo. «Importante e indispensabile», ha detto Di Dalmazio a nome degli assessori regionali, «pensare e programmare una politica sulle defiscalizzazioni, sul sostegno alle imprese, sui visti turistici, sulla tassa di soggiorno unitaria, settore quest'ultimo che sta generando una paurosa frammentazione che sta mettendo in seria difficoltà i tour operator stranieri. Tutti questi problemi da noi sollevati purtroppo non hanno trovato finora alcun riscontro sulla politica nazionale che ponga veramente il turismo al centro dell'agenda del Paese. Abbiamo anche detto che fino ad oggi il sistema delle Regione è il sistema che ha investito centinaia e centinaia di milioni sul turismo, cosa che non è stata fatta a livello di governo centrale. Ora siamo qui a rilanciare le nostre proposte, ma vogliamo anche dire che i problemi del turismo non dipendono affatto dalla revisione del Titolo V, basti pensare che abbiamo un Comitato permanente per disciplinare i rapporti con il governo che in tutti questi anni non è stato messo in grado di funzionare, ma dalla volontà politica di credere in un settore che veramente può generare ricchezza e sviluppo».