LA DIFESA

Rimborsopoli, Chiodi si difende anche su Rai 2: «scandalo enorme creato ad arte»

Il governatore torna alla tesi del complotto ma ribadisce «sarà un boomerang»

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Rimborsopoli, Chiodi si difende anche su Rai 2: «scandalo enorme creato ad arte»



 

 


PESCARA. Le vicende abruzzesi sempre più protagoniste delle trasmissioni televisive nazionali.
Domani lo scandalo Rimborsopoli sarà tema della puntata ‘L’Arena’ di Massimo Giletti (giornalisti a caccia di notizie in città già da giorni. Lunedì se n’è occupato Riccardo Iacona a Presa Diretta (con l’intervista a Letizia Marinelli), qualche giorno dopo anche La Vita in Diretta con l’avvocato del governatore impegnato a smontare il quadro accusatorio pezzo per pezzo. Ieri sera, invece, Chiodi è stato intervistato da Nicola Porro (giornalista de Il Giornale) alla trasmissione Virus-Il contagio delle idee, su Rai2, sempre in merito all'inchiesta della Procura della Repubblica che lo vede indagato, insieme ad altre 24 persone . I magistrati gli contestano 29 mila euro e lui, come aveva già fatto nei giorni scorsi a Pescara, prima davanti ai pm e poi in una affollatissima conferenza stampa, ha respinto le accuse. 

«Per quello che ho visto sulla stampa credo che mi sia stato riservato il trattamento tipico che viene riservato agli uomini di centrodestra in prossimità delle elezioni. Mi sento gravemente ingiuriato», ha detto. Il governatore ha risposto alle domande sui tre temi che stanno tenendo banco, quello del biglietto aereo pagato alla moglie per una missione in Usa, per il quale ha mostrato in varie occasioni il bonifico fatto dal suo conto, ma soprattutto quelli che riguardano il pagamento di un hotel al centro di Roma per la notte trascorsa con la Consigliera di Parità, Letizia Marinelli («ho pagato con la mia carta ma qualora e se ci fosse una differenza sarebbe di 20 euro») e la nomina della stessa Marinelli a ruolo appunto di Consigliera di Parità.
«Nessun posto pubblico. Si tratta - ha replicato Chiodi a Porro - di un incarico che viene dato dal ministero del Lavoro il cui compenso, tanto per dire, è di 200 euro. Se io avessi avuto interessi a favorire una persona che aveva con me una relazione speciale pensa che non avrei avuto modo di trovare forme di incarico più remunerato o più importante?».
Il suo caso, ha detto Chiodi, è comparso sulla stampa in mondo «ancora più roboante» di altri, a pochi mesi dalle elezioni regionali del 25 maggio prossimo. «Stiamo parlando di una situazione - ha detto ancora il governatore dell'Abruzzo - che è stata montata ad arte perché l'obiettivo non era rimborsopoli. L'obiettivo era quello di guardare dal buco della serratura per far scoppiare uno scandalo che è diventato uno scandalo gigantesco. E sono convinto che questa cosa sarà un boomerang».