CRISI E IMPRESE

Sevel, Landini infiamma l’assemblea sindacale: «Fiat ci dica che progetti ha per Atessa»

Sindacato torna a riunirsi in fabbrica dopo due anni e mezzo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4087

Sevel, Landini infiamma l’assemblea sindacale: «Fiat ci dica che progetti ha per Atessa»

Maurizio Landini






LANCIANO. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha partecipato oggi alla Sevel di Atessa alle tre assemblee sindacali concesse al sindacato dopo 2 anni e mezzo, anche a seguito della reintegra della Rsa da parte del giudice di Lanciano.
«Un avvenimento importante - ha detto Landini nello stabilimento piu' grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri che impiega 6.200 lavoratori direttamente e conta un indotto di quasi 20 mila persone».
Le assemblea erano strapiene di lavoratori.
«Vogliamo tornare a fare sindacato in Sevel attraverso la discussione per meglio guardare al futuro», ha detto ancora Landini Con la cancellazione della contrattazione anche qui, oltre che nell'intero Gruppo Fiat i salari sono diminuiti. Peggiorate pure le condizioni di lavoro, mentre i carichi di lavoro sono aumentati. A Sevel diciamo di tornare a fare assunzioni dirette, oltre che di formazione, ma non interinali; è così che si danno segnali sugli investimenti annunciati».

CHE PROGETTI CI SONO?
Landini si è chiesto cosa succederà alla Sevel di Atessa dopo la scadenza dell'accordo con Psa nel 2017: «oltre al restyling del Ducato, dov'è il nuovo prodotto da mettere sul piatto per rinnovare l'accordo?»
Lo chiederà, ha detto, direttamente alla Fiat, martedì nell'incontro in programma a Torino.
«Vogliamo conoscere i progetti futuri del gruppo, posto che per il lancio di un nuovo prodotto sono necessari 24 mesi, direi che ci siamo», ha sottolineato alludendo alla scadenza dell'accordo tra Fiat e Psa (Peugeot e Citroen) fissato inizialmente nel 2017.
Recentemente l'accordo è stato prorogato di due anni, fino al 2019, come annunciato dalle stesse aziende che compongono la joint venture nata nel 1981, Fiat e Psa.

«CONDIZIONI OPERAI PEGGIORATA NEGLI ULTIMI TRE ANNI»
Per Landini la condizione degli operai in Sevel è peggiorata in questi ultimi tre anni: «guadagnano di meno e lavorano di più, il sistema Ergo Uas ha saturato i tempi di lavoro e creato problemi fisici, non aumentando peraltro la produttività. Noi chiediamo alla Sevel che all'aumento di produzione prospettato per il 2014 corrisponda un aumento delle assunzioni vere, con apprendistato professionalizzante e riassorbimento di chi è finito fuori dalla fabbrica, rapporti di lavoro certi che diano prospettiva. Se questo non dovesse essere - ha aggiunto - siamo preoccupati».

«GOVERNO FINANZI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’»
Poi un appello anche al Governo: «deve tornare a fare politica industriale, ora, tornando a mettere soldi in una legge che dal 2005 non viene rifinanziata e che nel caso della Electrolux manterrebbe i livelli dei salari con i contratti di solidarietà, abbassando del 40 per cento i costi del lavoro per l'azienda con la decontribuzione», ha detto ancora. «Puo' essere un contributo vero per ridurre il costo del lavoro senza polemiche sulla riduzione dei salari - ha sottolineato - oltre che un segnale evidente che si torna a fare politica industriale in Italia. Gli ultimi governi Berlusconi, Monti, Letta hanno fatto disastri in tema di lavoro: bisogna che ci si sieda intorno a un tavolo e si difenda il lavoro, chiedendo alle aziende che producono qui in Italia investimenti e non delocalizzazioni».
Landini ha poi spiegato che sui circa 4,5 milioni di auto prodotte del gruppo Fiat oltre 400 mila si fanno in Italia, «mentre le nostre capacità arrivano fino a produrre un milione di vetture. Le nostre principali rivendicazioni e preoccupazioni sono sugli investimenti che Fiat ha dichiarato e che non ancora fa. La nuova società non è più come prima con i settori auto e industrial, sede legale e quotazioni fuori Italia. Anche la produzione maggiore è fuori dall'Italia, il Sud poi sta pagando il prezzo più alto con la prevista chiusura di Termini Imerese, con Pomigliano in cassa integrazione, Cassino che deve riorganizzarsi e andrà in cig».