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Animali come cavie, no della Camera alle restrizioni

Amato, Pd: «bocciato il Governo, meglio la direttiva europea»

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Animali come cavie, no della Camera alle restrizioni




ROMA. La Commissione della Camera ha detto no al Dlgs governativo che recepisce la direttiva europea sulla sperimentazione animale.
Secondo i parlamentari il disegno di legge governativo che doveva definire la normativa di attuazione delle nuove regole per la sperimentazione con animali era troppo sbilanciato rispetto alla normativa europea ed introduceva «un livello superiore e più restrittivo» di controllo su questa sperimentazione con gli animali. Il che - secondo il relatore Maria Amato (Pd) - avrebbe tagliato definitivamente fuori dal settore la ricerca italiana. In particolare era previsto il divieto di utilizzo di animali per xenotrapianti (trapianti tra specie diverse, animale-uomo) o per ricerche sulle cellule nervose in generale, come negli studi sull’Alzheimer.
«I ricercatori italiani sono ben lontani dalle pratiche della vivisezione ottocentesca – spiega Amato – ma bisogna stare attenti a fare scelte coerenti e che non danneggiano la nostra ricerca per seguire alcune mode un po’ ipocrite: non si possono allevare più questi animali da laboratorio (vertebrati, scimmie o topi) però si possono comprare». 

In sostanza «allo stato attuale della ricerca sembra inevitabile il ricorso alle cavie animali e forse risulta eccessivo – spiega ancora Maria Amato - dover usare per legge anestetico o analgesico per le procedure sui polipi o sui calamari. Ed è una esagerazione far passare lo xenotrapianto, il trapianto di organo o tessuti tra specie diverse, come una mostruosità tacendo il fatto che con questo termine si indica anche la pratica per cui si impiantano le cellule del cancro di mammella di una donna su più topi. Questo serve a testare i diversi farmaci in modo da determinare quello più efficace per la cura di “quel” cancro di “quella” donna. Bisogna essere soprattutto onesti con se stessi e capire che se guardi il problema dalla parte del topo è un conto se lo vedi dalla parte della donna (tu o tua madre, tua moglie o tua sorella) le cose cambiano».
«La mia solidarietà – conclude Maria Amato – va ai ricercatori quotidianamente attaccati come boia. Io sto con la ricerca, che per ora non può ancora rinunciare all’utilizzo degli animali da laboratorio con cui si sono raggiunti progressi importanti in medicina. Basti pensare che gli studi sull’Alzheimer debbono per forza utilizzare le cavie, visto che le cellule nervose in vitro non sono stabili. I ricercatori ed il metodo scientifico sono bersaglio di iniziative di discredito basate su informazioni distorte e campagne di comunicazione con immagini forti, spesso assolutamente fuori contesto. E’ giusto cercare vie alternative per la ricerca e l’Europa con Horizon 2020 per questo processo di cambiamento non traumatico ha stanziato 70 miliardi di euro per progetti di ricerca innovativi con metodi alternativi. Inoltre sono in corso ricerche di revisione sull’uso dei farmaci per oncologia e malattie neurologiche, insomma c’è tutto un sistema di ricerca internazionale multicentrico che ci escluderebbe dai lavori che prevedono l’utilizzo di animali. Senza dire che il fondamentalismo per gli animali degli stabulari si stempera quando si tratta di derattizzare: eppure si tratta sempre di roditori. Quindi quando si parla di salute non possiamo essere ipocriti. Ed io sto sempre dalla parte del malato».
Sebastiano Calella