SALUTE E GIUSTIZIA

Carabinieri Nas: «possibili nuovi casi come Stamina»

In passato minacce a parlamentari contrari a metodo

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PROVETTE STAMINA



ROMA. «Potremmo avere a breve un caso Stamina due, tre o quattro».
 Ad annunciare questo nuovo, preoccupante fronte, è il comandante dei carabinieri dei Nas, Cosimo Piccinno: il pericolo, avverte, è quello che possano verificarsi in Italia nuovi casi analoghi a Stamina. Un'eventualità confermata anche dal direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, e dalla senatrice Elena Cattaneo. Ma Piccinno - che ieri, insieme a Pani, ha riferito sulla vicenda nel corso di un'audizione alla commissione Sanità del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva su Stamina - ha rivelato anche un altro inquietante elemento: minacce via e-mail sono giunte ai parlamentari contrari al metodo.
«Sono in corso accertamenti amministrativi che potrebbero evolvere in atti di polizia giudiziaria su altri casi di infusioni di cellule staminali al di fuori delle regole con gravi rischi per la salute. Potremmo avere a breve casi di Stamina 2, 3 o 4», ha segnalato Piccinno.
Ed anche Pani ha parlato del «sospetto» che «la deregolamentazione sulle staminali possa aver prodotto altri fenomeni del genere, non solo Stamina».
 Un'ulteriore conferma è giunta da Cattaneo: «Anche a me - ha detto - stanno arrivando diverse segnalazioni relative a infusioni di staminali al di fuori della legge. Non vorrei che ci fosse un 'effetto domino'. Mi è arrivata ad esempio la segnalazione di alcune staminali giapponesi infuse in una ragazzina che a seguito di una meningite ha perso il nervo ottico».
 Altro capitolo è quello relativo alle minacce: «In sede di approvazione del decreto Balduzzi - ha riferito Piccinno - sono circolati messaggi di propaganda e minacce verso coloro che avrebbero potuto votare contro gli emendamenti finalizzati alla prosecuzione dei trattamenti Stamina. Da rappresentanti del Movimento vite sospese, che fa capo a Stamina, sono giunti messaggi di minaccia via e-mail ai deputati. Questo è stato segnalato all'autorità giudiziaria».
 Pani ha inoltre riferito come anche l'Ufficio brevetti Usa, cui Stamina ha sottoposto due richieste di brevetto, senza esito positivo, abbia posto «molte note di cautela circa la superficialità e i rischi del metodo».
 Il direttore Aifa ha quindi annunciato che è stata terminata l'elaborazione delle cartelle cliniche dei pazienti in trattamento a Brescia, ma che data l'eterogeneità dei dati è impossibile fare una valutazione. La metodica, ha commentato, rappresenta «una regressione dei livelli della medicina che fa inorridire».
 Il «rischio per la salute pubblica - ha ribadito - è altissimo».
 Intanto, Le famiglie dei pazienti in cura agli Spedali di Brescia, riunite nel Movimento per le Cure Compassionevoli, hanno diffidato la direzione ed i 9 medici degli Spedali «responsabili della somministrazione delle cure compassionevoli con Protocollo Stamina» dall'aderire al cosiddetto 'sciopero bianco'. In serata un finale botta e risposta tra il vice presidente di Stamina Foundation, Marino Andolina - che chiede che le famiglie dei malati vengano ascoltate - e la presidente della commissione Sanità, Emilia De Biasi: «Andolina si informi - ha replicato -. L'elenco delle audizioni è pubblico e sono previste quelle di Stamina Foundation e delle associazioni delle famiglie».

IL MOVIMENTO VITE SOSPESE: «DA NOI MAI MINACCE»

Il Movimento Vite Sospese prende atto di quanto dichiarato dal generale Piccinno, e precisa che «il Movimento Vite Sospese non "fa capo a Stamina", come dichiarato dal generale Piccinno, almeno in base a quanto riportato da vari media (tra gli altri, Tgcom e Repubblica.it). Il Movimento Vite Sospese è nato per difendere i diritti dei malati e per diffondere in Italia la cultura delle cellule staminali. In questi mesi, il Movimento ha appoggiato altre ricerche a parte Stamina, in particolare ha appoggiato e finanziato le ricerche del professor Dario Siniscalco, ricercatore dell'università di Napoli esperto di staminali. Spiace constatare che il generale Piccinno non si sia degnato, prima di fare queste affermazioni (sempre che i vari media abbiano riportato le sue vere dichiarazioni), nemmeno di leggere lo Statuto del Movimento Vite Sospese, che è pubblico e consultabile sul nostro sito».
Inoltre il comitato sulle minacce dice. «né il Presidente del Movimento Vite Sospese né dagli indirizzi email del suddetto Movimento sono mai partite minacce nei confronti di alcun parlamentare. Il Movimento si è limitato, come fa da sempre, a diffondere comunicati stampa e a denunciare l'eventuale lesione dei diritti dei malati. Vista la gravità delle affermazioni del generale Piccinno, chiediamo che vengano diffusi nome e cognome e provenienza delle presunte email di minacce, che ribadiamo non sono sicuramente partite dagli indirizzi email facenti capo al Movimento, né dal nostro presidente, che è l'unico che può rappresentare pubblicamente l'associazione».
 Si valuteranno azioni giudiziarie