L'OPINIONE

Inchieste L’Aquila, l’esperto: «il mondo ci guarda basito, cattiva reputazione fa perdere soldi»

Studioso comunicazione, «caso Cialente trasformato in bagarre »

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CHIODI CIALENTE

Chiodi e Cialente





PESCARA. «La 'bad reputation' è certamente un danno, ma contenibile se legata a singoli fatti iscrivibili in una crisi comunicativa non duratura. Certo oggi, in una comunità europea a base finanziaria, investire capitali o inviare risorse comunitarie in un Paese può anche dipendere da una valutazione della qualità degli interlocutori».
E' l' opinione di Massimo Alesii, consulente di relazioni pubbliche e consigliere nazionale Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiana), aquilano con esperienze professionali in Italia e all'estero.
Con l'Ansa fa alcune considerazioni sui possibili effetti concreti delle vicende giudiziarie che stanno scuotendo la politica abruzzese. A proposito dell'immagine italiana all'estero e delle dimissioni, poi rientrate, del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che hanno fatto il giro del mondo, Alesii commenta: «Non conosco le autentiche motivazioni delle dimissioni, mi attengo alle ragioni del sindaco, un mix fra personali e politiche nelle relazioni fra Comune e Governo. Ha colto l' occasione per destare nuova attenzione nei rapporti con il Governo in merito alla ricostruzione della sua città. La totale mancanza di una strategia di comunicazione nella macchina comunale ha trasformato questo atto politico in una bagarre sedata di nuovo dall'intervento dei partiti. Tutto il resto del mondo - dice Alesii - ha assistito basito agli eventi. Si poteva fare di meglio».
Inoltre «discutibile quanto si voglia, la politica di comunicazione berlusconiana passerà invece alla storia come quella di un'Italia birbante, ma simpatica. Gli scandali in corso da fine impero stanno alle responsabilità personali. Lasceranno per un po' in giro per il mondo una scia reputazionale poco onorevole, ma ormai l'idea che la politica utilizzi il personaggio, nato mediaticamente, è linguaggio comune. Si veda Grillo: cambia il media, ma il 'messaggero' funziona ancora, si veda Renzi e la rivoluzione del 'venga a prendere un caffè da noi'»