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Movimento 5 Stelle contro Trigilia: «fa cose che non dovrebbe fare»

Nuove accuse al ministro più contestato in Abruzzo

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Movimento 5 Stelle contro Trigilia: «fa cose che non dovrebbe fare»




ABRUZZO. Non solo attacchi aquilani per il ministro per la Coesione territoriale.
Carlo Trigilia, bersaglio preferito, da giorni, del Pd aquilano dopo l’intervista rilasciata contro il sindaco Massimo Cialente (la senatrice Pezzopane lo ha definito «uno sciacallo»), adesso un nuovo attacco viene sferrato dall’Abruzzo, questa volta dal deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca e da tutto il gruppo parlamentare.
I deputati grillini hanno scoperto un episodio avvenuto il 20 novembre scorso quando nei palazzi del Governo (precisamente al Ministero per la Coesione territoriale ma il M5S parla di Palazzo Chigi), si è riunita una commissione concorsuale universitaria di cui fa parte anche il ministro Carlo Trigilia. «Riteniamo che il titolare del dicastero per la Coesione Territoriale debba venire quanto prima in Parlamento per riferire circa l’episodio e la sua partecipazione alla commissione», denuncia Vacca.
Tra i partecipanti alla riunione del 20 novembre, come si può leggere nel resoconto ufficiale dell’incontro, compare appunto anche il ministro Carlo Trigilia il quale, oltre a quella carica, ricopre quella di professore universitario e commissario concorsuale.
«Al di là dell’elemento logistico, rispetto al quale contestiamo in toto l’opportunità», protesta ancora il M5S, «la cosa che riteniamo più grave è la permanenza del ministro all’interno della commissione dopo la sua nomina istituzionale. Si tratta di un atto che contrasta con i più elementari principi di imparzialità, terzietà e neutralità e che avviene in un periodo nel quale, tra l’altro, si accumulano i casi di procedure opache a causa del fallimentare nuovo sistema di abilitazione nazionale».
I pentastellati citano il Dpr 382 del 1980 che prevede la sospensione dal ruolo di docente universitario e, conseguentemente, da commissario concorsuale, quando sopravvenga una nomina politica parlamentare o governativa.
Le motivazioni sono chiarite dagli stessi senatori che nel 1985 introdussero questa incompatibilità: ‘il contemporaneo svolgimento di un mandato politico potesse creare una situazione di delicatezza e sostanzialmente di incompatibilità, in quanto non c'è dubbio che il professore che partecipa alla commissione di concorso, essendo parlamentare e magari facendo parte della Commissione, può far valere la sua presenza con un peso aggiuntivo’ (senatore Pietro Scoppola).
Come già chiesto in aula da Gianluca Vacca, il Movimento 5 Stelle ritiene dunque «essenziale» che il ministro Trigilia vada subito a riferire al Parlamento. Al contempo i deputati hanno rivolto un’interrogazione al ministro Carrozza per sapere se il Miur sia a conoscenza dell’accaduto.

MINISTRO TRIGILIA, VERBALE COMMISSIONE A PALAZZO CHIGI