IL GIALLO

Il mistero delle linci nel Parco Nazionale d’Abruzzo

La scomparsa di un esemplare, le segnalazioni fotografiche: quante sono?

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lince avvistata


ABRUZZO. Le foto scattate da molti utenti dimostrano che una lince nel Parco nazionale d’Abruzzo c’è. Per molto tempo si è creduto fosse l’esemplare fuggito alcuni mesi fa ma potrebbe non essere così.

Il centro studi Comitato Parchi propone un interessante approfondimento sulla presenza delle linci in Abruzzo (LEGGI L’APPROFONDIMENTO) e ripropone l’attenzione su un vero e proprio mistero affinchè le istituzioni ma anche i cittadini possano prestare attenzione e magari fornire nuove prove per capire.

Questa storia inizia la notte tra il 9 e il 10 luglio 2013, quando una delle due linci eurasiatiche dell’Area Faunistica di Civitella Alfedena fugge dal recinto. Si sentono cani abbaiare, poi arrivano concitatamente guardaparco e forestali.
«E’ accaduto qualcosa di grave, ma non viene fornita alcuna spiegazione sulle vere cause del trambusto», dice il Comitato Parchi.
Gli osservatori del Gruppo Lince attribuiscono la fuga al mancato sfoltimento della vegetazione del recinto, e alla sconsiderata presenza all’interno di un capannino, che sembra un vero e proprio invito ad “accomodarsi fuori”. Per un felino capace di spiccare da fermo balzi di oltre 3 metri, una splendida occasione da non perdere.
Nei giorni successivi la lince viene avvistata alla Camosciara, ma il tentativo di catturarla fallisce, e inutili risultano ulteriori pattugliamenti nella zona. Anche una trappola collocata presso Civitella non centra l’obiettivo. O meglio, catturerà nell’ordine: un lupo distratto, uno sfortunato curioso e un povero cane.
Nel frattempo, però, la lince viene ripetutamente segnalata nella pineta di Villetta Barrea, dove si starebbe rifocillando a base di scoiattoli. Vari turisti la osservano, e qualcuno la riprende, mentre riposa beatamente “appollaiata” sui rami degli alberi.
Ancora ad agosto 2013 nuove segnalazioni arrivano dalle valli del Sangro e del Giovenco, e molte immagini vengono riprese, tra fine estate e inizio autunno, lungo la strada: ma poi della lince in fuga non si saprà più nulla.

Voci diffuse sussurrano però che sarebbe stata abbattuta da un bracconiere presso il cimitero di Bisegna.
Ma già in precedenza, forse per smorzare le preoccupazioni dei naturalisti, che paventavano l’inquinamento genetico delle “possibili linci autoctone sopravviventi nel Parco”, era circolata la notizia che si trattava sì di un individuo maschio in età riproduttiva, ma che era stato saggiamente sterilizzato.
Questa generica rassicurazione non aveva però convinto nessuno anche perché le istituzioni locali e quelle del Parco non forniscono spiegazioni e dettagli.. Secondo il Comitato Parchi la situazione «scivola nella farsa», ma «una lince estranea alla fauna locale incoscientemente lasciata libera» non provoca «critiche o sussulti di rilievo».

Il colpo di scena però arriva quando riesaminando con attenzione le molte foto scattate, gli osservatori del Gruppo Lince scoprono che le immagini riprese all’inizio di settembre tra Pescasseroli e Bisegna non ritraggono l’esemplare fuggito, ma un altro individuo, ben diverso per struttura e maculazione.
Che si tratti davvero della prima foto ravvicinata della vera, mitica e inafferrabile Lince appenninica?
Il mistero continua in attesa di nuovi avvistamenti.