LA SENTENZA

Cassazione: lecito pubblicare immagine tratta da foto segnaletica

Arrestato chiedeva diritto alla riservatezza

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Cassazione: lecito pubblicare immagine tratta da foto segnaletica

La foto segnaletica di Bernardo Provenzano





ROMA. Via libera alla pubblicazione sui giornali di un'immagine estratta dalle foto segnaletiche di una persona arrestata
Sussiste infatti «l'esercizio del diritto di cronaca in relazione all'interesse pubblico alla identificazione del soggetto». A sancirlo e' la Cassazione, confermando una sentenza del tribunale di Rovereto, con cui era stata respinta la richiesta di risarcimento danni avanzata da un uomo nei confronti della societa' editrice di un quotidiano locale del Trentino Alto Adige. L'uomo aveva avviato la causa perche' riteneva che il suo diritto alla riservatezza fosse stato leso dalla pubblicazione sul quotidiano di una propria foto tratta dal 'cartellino fotosegnaletico', in occasione del suo arresto per furto di energia elettrica.
Il tribunale aveva escluso che la foto pubblicata potesse qualificarsi come 'foto segnaletica', poiche' era stata privata dei numeri identificativi e che, pur essendo stata estratta da quelle segnaletiche, non fosse diversa da quella di un qualunque documento di identita'. Inoltre, secondo il giudice di merito, la pubblicazione dell'immagine era lecita perche' avvenuta «in occasione di un fatto penalmente rilevante» e quindi «essenziale all'esercizio del diritto di cronaca».
La terza sezione civile della Suprema Corte ha condiviso tali conclusioni, applicando il principio di diritto secondo cui «la pubblicazione su un quotidiano di una foto di persona arrestata, estratta dalle foto segnaletiche effettuate dalle forze dell'ordine ma priva dei numeri identificativi propri delle foto segnaletiche, non costituisce foto di persona in stato di detenzione, qualora il giudice l'abbia ritenuta non diversa dalle comuni foto identificative, con la conseguenza che per la liceita' della pubblicazione della stessa non valgono le disposizioni previste dal codice deontologico dei giornalisti richiamate dall'articolo 12 del codice della privacy».
Dunque, «trattandosi della diffusione per finalita' giornalistiche dell'immagine, quale dato personale sottoposto allo stesso trattamento dei dati identificativi anagrafici, di persona cui e' attribuito un reato, la pubblicazione - rileva la Cassazione - e' essenziale per l'esercizio del diritto di cronaca in relazione all'interesse pubblico alla identificazione del soggetto e deve rispettare, come nella specie accertato dal giudice del merito, gli ulteriori limiti della pertinenza e della continenza».