SALUTE

Stamina, protocolli diversi a ministero e a Brescia

Nel primo manca il metodo per ottenere neuroni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2279

Stamina, protocolli diversi a ministero e a Brescia

Ministro Lorenzin




ROMA. Sono diversi, i protocolli consegnati dalla Fondazione Stamina al Comitato scientifico del ministero della Salute e agli Spedali Civili di Brescia: solo il secondo contiene la descrizione del metodo per ottenere neuroni dalle staminali.
E' quanto emerge dal protocollo consegnato al ministero e da uno dei documenti prodotti dallo stesso Comitato che l'ANSA ha potuto visionare. Il metodo utilizzato per differenziare le cellule staminali in neuroni avrebbe dovuto essere un elemento fondamentale del protocollo Stamina, ma per il Comitato scientifico del ministero è stato impossibile valutarlo. La mancata descrizione del metodo è anche in in contrasto con la richiesta di chiarezza avanzata dal Parlamento con la legge 57/2013 che autorizzava la sperimentazione del metodo Stamina. Il protocollo consegnato al ministero contiene invece le indicazioni per somministrare il preparato cellulare a pazienti colpiti dalle tre malattie oggetto della sperimentazione: paralisi cerebrale infantile, sclerosi laterale amiotrofica (Sla) bulbare e atrofia muscolare spinale e bulbare. A quanto si legge dei documenti del Comitato scientifico, la descrizione delle malattie, così come altre parti del protocollo, sono state copiate da due articoli scientifici pubblicati da altri ricercatori, dal sito di un'associazione di pazienti e in quattro casi sono stati sono state prese da Wikipedia. Un raffronto, quello tra i protocolli, giudicato "impossibile" dal commissario straordinario degli Spedali Civili di Brescia Ezio Belleri: «non conosciamo - ha detto - i contenuti del protocollo consegnato dalla Fondazione Stamina al Ministero della Salute».

L'unico documento a contenere una descrizione del metodo di differenziazione cellulare accessibile al Comitato è la domanda di brevetto presentata dalla Fondazione Stamina. Su questa base il metodo è stato riprodotto in laboratori stranieri di livello internazionale, ma in nessun caso sono stati ottenuti neuroni. Anzi, nei documenti del Comitato si legge che il risultato ottenuto trattando le cellule staminali mesenchimali con acido retinoico (indicato come principio attivo per ottenere il differenziamento delle cellule) e con etanolo come solvente sono stati sono simili a quelli ottenuti con il solo etanolo.
Nel frattempo oggi presso la Commissione Sanità del Senato è stata avviata l'indagine conoscitiva sulla vicenda Stamina, che secondo la presidente della Commissione, Grazia De Biasi, potrebbe concludersi in due-tre mesi. «Faremo un lavoro rigoroso», ha detto la senatrice Elena Cattaneo. Per De Biasi l'indagine «potrà servire anche alla magistratura, perché in modo troppo leggero sono stati autorizzati questi trattamenti» e va proseguito il blocco della sperimentazione. Agli Spedali di Brescia dovrebbe intanto arrivare la richiesta di cellule trattate con il metodo Stamina annunciata dal diabetologo Camillo Ricordi e dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, per eseguire dei test a Miami. Tuttavia l'Aifa vietò prelievo e trasporto di cellule trattate con il metodo Stamina dagli Spedali Civili con l'ordinanza del 15 maggio 2012. La richiesta di accedere alle cellule e al protocollo Stamina è stata avanzata al ministro Lorenzin in una lettera anche da Paolo Bianco, direttore del Laboratorio cellule staminali dell'università Sapienza di Roma e fra i massimi esperti internazionali di cellule staminali mesenchimali. Si attende, infine, la conclusione dell'indagine relativa a Stamina condotta a Torino dal pm Raffaele Guariniello. Al momento gli indagati sono una ventina ed è in corso l'ultima tornata di accertamenti prima di tirare le somme.