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Stamina: parte indagine Senato,in forse test in Usa

Si attende decreto per nuovo comitato esperti

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Stamina: parte indagine Senato,in forse test in Usa




ROMA. E' partita ieri con il preciso obiettivo di fare chiarezza, ricostruendo l'intera vicenda, l'indagine conoscitiva della commissione Sanità del Senato sul caso Stamina.
Tanti, infatti, i punti da chiarire, mentre sembrano essere a questo punto in forse i test negli Stati Uniti sui campioni cellulari utilizzati nel trattamento annunciati come imminenti - entro gennaio - dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, e dal direttore del Diabetes Research Institute di Miami, Camillo Ricordi. Alla luce delle indagini in corso da parte della Procura di Torino e dell'ordinanza con cui nel 2012 l'Agenzia italiana del farmaco vietò il prelievo e trasporto di cellule trattate con il metodo Stamina dagli Spedali Civili di Brescia, appare oggi difficile che la richiesta di autorizzazione al trasporto dei campioni per i test in Usa possa essere presa in considerazione dal ministero della Salute.
Intanto, a poco più di un mese dall'ordinanza del Tar del Lazio che ha sospeso il comitato scientifico per la sperimentazione del trattamento, giudicandolo non imparziale, si attende dal ministero della Salute il decreto di nomina del nuovo comitato di esperti che dovrà effettuare una seconda valutazione del protocollo di Vannoni, basato sull'utilizzo di cellule staminali mesenchimali.
Una situazione di 'stallo' a fronte della quale, come sottolinea la presidente della commissione Sanità Grazie De Biasi, è necessario fare chiarezza: «Non sta a noi - ha spiegato - decidere la validità scientifica di un metodo, ma il nostro compito è, con questa indagine, ricostruire tutta la vicenda. Vogliamo trasparenza anche al fine di valutare se le norme già in campo sono sufficienti e quali possano essere i percorsi istituzionali».
L'indagine avrà tempi brevi e si concluderà entro 2-3 mesi, prevedendo varie audizioni tra cui quelle ai responsabili degli Spedali civili, Regione Lombardia, Fondazione Stamina, al ministro Lorenzin, all'ex ministro Balduzzi, al giudice Guariniello. Netta la posizione di De Biasi: «Va continuato il blocco della sperimentazione del metodo - ha detto - perchè il Servizio sanitario nazionale non può permettersi di mettere a rischio la salute dei cittadini».
Intanto, in attesa che il pm di Torino Raffaele Guariniello concluda l'inchiesta in corso che vede una ventina di indagati, tra cui lo stesso Vannoni, resta aperta la questione dei pazienti in trattamento agli Spedali a Brescia. Si tratta di una quarantina di pazienti ai quali sono somministrate le infusioni con il metodo Stamina a seguito delle ordinanze dei giudici che hanno autorizzato i trattamenti. Circa 150 sono invece i malati in lista di attesa presso il nosocomio e che chiedono di accedere al metodo. E prosegue anche il presidio dei malati davanti a Montecitorio, in quella che è ormai diventata la loro 'casa', la tenda verde con il numero civico '117 A': chiedono un decreto d'urgenza che autorizzi il trattamento per tutti i pazienti.