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«Canone Rai illegittimo»: è una bufala

Pagamento entro il 31 gennaio

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«Canone Rai illegittimo»: è una bufala




ABRUZZO. Gira ciclicamente sul web la bufala dell’illegittimità del canone Rai.
Esce fuori di tanto in tanto e sempre più spesso in concomitanza con la scadenza del pagamento (il prossimo 31 gennaio). Eppure è certo: non esiste alcuna sentenza del 30 dicembre 2013 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che va a trattare l’argomento legittimità del canone in Italia.
Al contrario, la Corte Europea si è pronunciata con decisione 33/04 del 31 marzo 2009, affermandone la piena legittimità.
La conferma arriva anche da Roberto Fico (M5S), presidente della Commissione di Vigilanza Rai, che però spiega di aver ricevuto dalla commissione delle petizioni del Parlamento Europeo l’invito, come Presidente della Vigilanza, i per un’audizione pubblica a Bruxelles il 19 marzo.
La commissione delle Petizioni si è occupata nei mesi scorsi dell’iniziativa dell’eurodeputata della Lega Nord Mara Bizzotto (14 mila firme per chiedere l’abolizione del canone) e sull’onda della discussione ha deciso di approfondire alcuni temi. Gli europarlamentari vogliono chiarimenti sulla possibilità riconosciuta agli utenti Rai di recedere dal servizio pubblico attraverso la "sigillazione" dell’apparecchio e intendono approfondire il trattamento dei cittadini con disabilità visive e uditive dato il numero ridotto di programmi sottotitolati a loro dedicati.
Dovrebbero, poi, affrontare la questione della trasparenza del bilancio dell’azienda, nonché discutere della sentenza del Consiglio di Stato del 30 agosto 2013 che si era espressa sullo squilibrio provocato dalla Rai nel mercato televisivo quando impedì agli utenti Sky di accedere ai programmi della tv pubblica.

CHI NON DEVE PAGARE
Sono esonerati dal versamento, secondo l’art. 1, comma 132, legge 24 dicembre 2007, n.248, gli over 75 che presentino i seguenti requisiti: aver compiuto 75 anni di eta’ entro il termine di pagamento del canone; non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge titolari di reddito proprio; possedere un reddito che unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilita’ (euro 6.713,98 annui). La domanda di esenzione per gli anni passati, a partire dal 2008, deve essere presentata mediante il modulo di dichiarazione sostitutiva reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso gli uffici locali o territoriali della stessa presso gli sportelli delle sedi regionali della Rai.
Per quanto riguarda gli invalidi, in precedenza erano soggetti esonerati dal pagamento. Con il Dpr n. 601/1973 tale esenzione è stata abrogata e adesso, per accedervi, bisognerà che il soggetto in questione sia degente presso una casa di riposo, non vivendo quindi più nella sua abitazione. In questo caso è possibile richiedere l’annullamento inviando una raccomandata all’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino. Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To).