GLI ARRESTI

Tangenti post sisma: «bramosia degli indagati durante il dramma degli aquilani»

La ricostruzione del gip: «sistema tangentizio e dedizione costante ad attività predatorie»

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Tangenti post sisma: «bramosia degli indagati durante il dramma degli aquilani»

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L’AQUILA. Un «sistema tangentizio», una «prassi»: così è stato definito il modus operandi degli indagati finiti nell’ennesimo scandalo post sisma aquilano.
Questa mattina sono scattati 4 arresti, altre 4 persone sono indagate a piede libero, tra queste anche il vice sindaco Roberto Riga che dopo una prima resistenza si è dimesso, probabilmente spinto da uno «sconvolto» sindaco Massimo Cialente.
Ma ci sono anche il consigliere Pdl Pierluigi Tancredi, Daniela Sibilla, all’epoca dei fatti dipendente e collaboratrice del  consorzio dei beni culturali della provincia di L’Aquila; l'ex assessore Vladimiro Placini, all’epoca dei fatti Direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila ed anche Assessore alla ricostruzione dei beni culturali del Comune di L’Aquila; Pasqualino Macera, originario del teramano, all’epoca dei fatti Funzionario Responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno s.p.a..
«Gli indagati hanno dimostrato di non essere soltanto cedevoli a 'tangenti' per bramosia di denaro 'una tantum'», sottolinea il gip Giuseppe Gargarella nell’ordinanza di custodia cautelare. «Essi hanno rilevato una dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività, arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costruire società ad hoc, a rappresentare realtà fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onestà e trasparenza».
In particolare le persone finite agli arresti domiciliari e gli altri indagati avrebbero favorito con una serie di atti illeciti la Steda Spa, di cui e' amministratore unico e legale rappresentante Daniele Lago, di Bassano del Grappa, anch'egli indagato. L'ordinanza ricostruisce minuziosamente come avveniva il passaggio di denaro per ottenere gli appalti, le percentuali percepite per ogni lavoro preso, come venivano contraffate le carte.
L’inchiesta è nata a seguito della scoperta da parte della Mobile di un presunto illecito per un valore superiore a un milione di euro legato ad un appalto. A quel punto l’imprenditore Lago avrebbe deciso di svelare agli inquirenti il sistema delle tangenti. L’inchiesta sarebbe tutt’altro che chiusa ma va avanti per ricostruire tutte le dinamiche ed approfondire eventuali nuovi filoni. Le indagini si sono basate su una serie di intercettazioni e di verifiche documentali che hanno accertato in alcuni casi le promesse di tangenti (reato comunque contemplato dal codice penale) ed in altri casi le dazioni sarebbero provate da riscontri tracciabili come fatture.   

«TANCREDI DEUS EX MACHINA»
Tancredi, all’epoca dei fatti Consigliere Comunale e delegato del Comune dell’Aquila per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città, sarebbe stato il 'deus ex machina', insieme a Daniela Sibilla, sua stretta collaboratrice da anni, e in virtù del suo ruolo politico pubblico «si è posto nel dopo-sisma, caratterizzato dalla fase dell’emergenza, come collettore di compensi di imprese in cambio di agevolazioni per il conferimento di lavori».
Macera, all’epoca dei fatti Funzionario Responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno s.p.a., stando sempre all'accusa, sarebbe riuscito a farsi consegnare dall'imprenditore 60 mila euro «con il pretesto di dover comprare il favore del professor Bernardo De Bernardinis, all'epoca dei fatti vice capo del Dipartimento della protezione civile e vice commissario delegato per l'emergenza sismica del 6 aprile 2009».
Era millantato credito, dicono con certezza gli inquirenti. Il denaro sarebbe servito «al fine di risolvere positivamente la sospensione con riserve tecniche dell'offerta di gara della Steda Spa nell'ambito della procedura di gara per l'aggiudicazione di fornitura, trasporto e posa in opera di moduli abitativi provvisori in legno, gara a cui la Steda partecipava in Ati con altre imprese, tra cui la Mercatone Uno Service Spa di cui Macera era rappresentante per l'Abruzzo.
In particolare, su indicazione e consiglio di Tancredi, costantemente coadiuvato da Sibilla, Lago prometteva a Tancredi, Sibilla e Macera il pagamento di somme di denaro indicate nel contratto stipulato in data 18 dicembre 2009 tra la Steda Spa e la DA.MA Consulting srl, societa' creata appositamente il 22 ottobre 2009 al fine di giustificare formalmente i versamenti di denaro dalla Steda Spa».
Le somme promesse erano pari a 7.200 euro mensili per una durata di 12 mesi, oltre a percentuali su ogni singolo lavoro procurato, variabili in relazione all'importo dei lavori.
«Di tali some venivano effettivamente erogate sei mensilita' per un totale di 43.200 euro».

UNA TANGENTE IMMOBILIARE
Inoltre, a saldo della pattuizione originaria, Lago consegnava a Tancredi cinque moduli abitativi provvisori del valore economico di mercato variabile di 40 mila euro ciascuno; in almeno un'occasione 10 mila euro contanti. Lo stesso imprenditore «consegnava individualmente a Sibilla 12 mila euro a mezzo di assegni bancari». In particolare - si legge ancora nell'ordinanza - «Tancredi, coadiuvato da Sibilla e Macera, in corrispettivo della illecita promessa e delle dazioni compiva atti contrari al proprio ufficio, consistenti nel garantire a Lago l'indicazione della Steda Spa quale impresa da inserire nei lavori di puntellamento e messa in sicurezza di edifici danneggiati, abusando della propria qualifica e in interferenza rispetto alle valutazioni e determinazioni del responsabile dell'ufficio ricostruzione del Comune dell'Aquila».

A RIGA 30 MILA EURO
Stando sempre ai capi di imputazione il vice sindaco Roberto Riga avrebbe accettato 30 mila euro, sempre per il tramite di Tancredi, affinche' interferisse per garantire all'imprenditore l'acquisizione dei lavori di messa in sicurezza dell'immobile facente parte del consorzio Alto.Ma.C. Dell'Aquila.
«Nell'ambito di tale promessa Lago consegnava a Riga, per il tramite di Tancredi, la somma anticipata di 10 mila euro. In seguito, comunque, i lavori non venivano affidati alla Steda ma ad altra impresa».

PUNTELLAMENTI PALAZZO CARLI
Per quanto riguarda i puntellamenti di palazzo Carli, sede del rettorato, ad adoperarsi nei confronti della Steda sarebbe stato Vladimiro Placidi, all'epoca assessore alla ricostruzione dei beni culturali del Comune.
«Lago prometteva a Placidi la somma di complessiva di 87.600 euro iva compresa mediante la stipula di un contratto con la Pro.ges, srl», dello stesso Placidi, «avente per oggetto fittizie prestazioni di consulenza e servizi, appositamente stipulato per giustificare il passaggio di denaro. Nell'ambito di tale accordo il 15 febbraio 2010 Lago versava la somma di 24 mila euro quale compenso, con la fittizia giustificazione del pagamento di un progetto di ingegneria apparentemente realizzato dalla Pro.ges. Srl ma in realta' realizzato da dipendenti della stessa Steda. I rimanenti 53 mila euro piu' iva costituivano la promessa di pagamento per ulteriori acquisizioni di lavori di messa in sicurezza che Placidi accettava di procurare alla Steda successivamente, come da contratto con Pro.ges».
Secondo quanto accertato dagli inquirenti per i "favori" resi all'imprenditore c'era un tariffario.
Nata la DA.MA. Consulting, come riferito da Daniele Lago, il tariffario prevedeva un fisso mensile di 7.200 euro, un compenso del 7% per lavori fino a mezzo milione di euro, un compenso del 3% per lavori ricompresi fra cinque e dieci milioni di euro.

LA STEDA SPA
La Steda è un’impresa generale di costruzioni nata a metà degli anni novanta: nel post sisma ha realizzato a L’Aquila 968 case prefabbricate in legno, come si sottolinea nel sito della società, più due importanti edifici scolastici: il Circolo Aminternum e il modulo ad uso scolastico Miccarelli.
La sua sede principale è a Rossano Veneto, nel cuore del Nord-est produttivo, ma visto l’aumento continuo dei suoi cantieri nel territorio, sono state aperte filiali operative decentrate anche in Abruzzo.
Steda, è attiva anche al di fuori dei confini nazionali e ha aperto una propria filiale a Cracovia la Steda Polskà, che gestisce direttamente i cantieri presenti nell’area.
L'impresa Steda è risultata anche aggiudicataria della gara d'Appalto per la "Fornitura di edifici prefabbricati da adibirsi a dormitori, mensa, uffici e locali di servizio da posare nell’area di cantiere del sito espositivo EXPO MILANO 2015", cioè realizzerà il vero è proprio "Campo Base Operativo" per la realizzazione degli interventi nell'area deputata per l'importante manifestazione Fieristica Mondiale. L'importo previsto dell'opera è di € 6.000.180,30 e la durata del cantiere è stimata in 68 giorni.