IL FATTO

Istituto Pescara 5, seconda ispezione del Ministero sui contributi volontari

Oggi l’ispettrice torna nella scuola

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3361

Gianluca Vacca

Gianluca Vacca




PESCARA. C’è una nuova svolta nel caso del contributo volontario che sarebbe stato preteso nell’Istituto Pescara 5 sebbene la legge dica con chiarezza che non è obbligatorio: il Ministero dell’Istruzione ha fatto scattare una nuova ispezione.
Ad annunciarlo è stato il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, che nelle scorse settimane aveva portato alla ribalta il caso.
Ieri Vacca ha incontrato l’ispettrice tecnica dell'ufficio scolastico regionale, Maria Teresa Spinosi, la quale è stata incaricata dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca di svolgere un supplemento d'indagine sulla vicenda dei contributi volontari dell'istituto comprensivo Pescara 5. L'indagine era stata sollecitata proprio dal deputato del Movimento 5 Stelle in seguito alle segnalazioni di alcuni genitori che lamentavano un presunto comportamento discriminatorio e scorretto della dirigente dell'istituto per quanto riguarda i contributi volontari che l'istituto ha richiesto alle famiglie per alcune attività didattiche.
«Ci auspichiamo che questa volta l'attività ispettiva dell'Ufficio scolastico regionale sia chiarificatrice e risolutiva della vicenda», commenta Vacca, «considerando che il Ministero alcune settimane fa aveva già chiesto un'ispezione all'Ufficio regionale senza ritenere poi soddisfacente la risposta inviata da L'Aquila».

OGGI L’INCONTRO CON LA DIRIGENTE
Proprio nella giornata di oggi l'ispettrice dovrebbe incontrare la dirigente dell'istituto.
Nell'incontro avuto ieri con Spinosi, invece, Vacca ha avuto modo di riportare tutte le segnalazioni pervenute da parte di molti genitori, «segnalazioni», sottolinea il deputato, «che necessitano immediatamente un approfondimento poiché se confermate getterebbero più di un'ombra sull'operato della dirigente scolastica».
I genitori denunciano azioni vessatorie reiterate nei confronti delle famiglie che non hanno versato il contributo e al deputato Vacca sono giunte anche segnalazioni di richieste di giustificazioni, anche patrimoniali, per il mancato versamento, oltre alle telefonate della stessa dirigente per esortare a pagare il contributo.
E poi ancora ambiguità nella segnalazione della volontarietà dei contributi, discriminazioni didattiche tra coloro che hanno versato il contributo e che quindi svolgerebbero le lezioni con docenti esterni a pagamento, e coloro che invece non avendo versato il contributo svolgerebbero le lezioni con i docenti della scuola, violazione della privacy attraverso la comunicazione, orale e scritta, dei nominativi di coloro che non hanno versato i contributi.
«Tutto ciò», denuncia Vacca, «avrebbe creato un clima che ho già definito da "caccia alle streghe", con gravi ripercussioni sulla serenità dei rapporti tra le famiglie e tra gli stessi alunni».

LE LETTERE DELLE MAMME
«La situazione sta diventando motivo di stress per tutta la mia famiglia», ha scritto una mamma al deputato del Movimento 5 Stelle, «e sono seriamente preoccupata della serenità soprattutto di mia figlia, che spesso torna da scuola riportandomi i giudizi negativi da parte dei compagni che la fanno sentire in colpa per la decisione di non pagare».
Un'altra donna ha scritto: «durante gli anni della materna, ebbi varie discussioni con la Dirigente scolastica e per non crearne altre, obtorto collo ho eseguito i pagamenti dell'offerta, presentata sempre come tassa e mai come realmente la legge del 2005 enuncia. Senza avere un aut aut, con materie presentate ed imposte durante le ore curriculari e non il pomeriggio.... L'anno scorso, stanca e vinta dalla crisi, volevo non pagare. Non lo trovo giusto per principio. Ma mia figlia è tornata a casa chiedendomi perché non pagavo il pof, allora ho chiesto alla maestra di evitare di dare comunicazioni, a mio avviso discriminatorie e inerenti il rapporto adulto-scuola, a minori, ignari di cosa dovrebbe essere il POF. Non lo trovo giusto e professionale, nemmeno corretto. Quest'anno ho pagato, sempre obtorto collo, stessa dinamica: avvisi sul diario (documentabili, basta prelevare i diari dei bimbi al giorno 19 ottobre: pagare la tassa di musica)».

«TORNI IL CLIMA SERENO»
Vacca si augura che nella scuola torni il prima possibile «un clima sereno». «Mi auguro che la dottoressa Spinosi chiarisca definitivamente la vicenda; così come mi auguro che chiarisca anche un'altra questione che mi è stata segnalata, ovvero una eventuale nomina, da parte della dirigente, di un proprio parente molto stretto come vicepreside (vicario), sia quest'anno che negli anni passati. Spero vivamente che ciò non sia vero, e invito la stessa dirigente a smentire pubblicamente questa voce prima dell'intervento della Spinosi, perché in caso contrario ci troveremmo di fronte a un'azione non solo vietata dal recente codice di comportamento dei dipendenti pubblici (DPR 62/2013), ma probabilmente anche dai risvolti penali. Purtroppo non abbiamo potuto verificare il dato sul sito dell'Istituto, che non è conforme a quanto previsto dalla normativa sulla pubblicità istituzionale (decreto legislativo 1 marzo 2013, n. 33) poiché è del tutto incompleto e manchevole di moltissime voci, tra le quali gli incarichi conferiti e la stessa retribuzione della dirigente».