DUE CONTI

Abruzzo. Strade dei Parchi, +43% in 9 anni

Ecco come è cresciuta la tariffa arrivata a 1 euro per ogni 10 km

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ABRUZZO. Puntuale, come ogni anno. Eccolo lì: è arrivato l’aumento delle tariffe autostradali che consentiranno ai gestori di incamerare più guadagni e di investirli, assicurano, per migliorare le infrastrutture.
La tratta autostradale abruzzese anche quest’anno batte tutti e segna l’aumento più massiccio: 8,1% in più rispetto all’anno scorso arrivando dunque a costare un euro ogni 10 km.
Per capire: da tre giorni la tratta Avezzano-Roma costa 9,50 euro, Teramo-Roma 16,50 euro, Pescara –Roma 19 euro, o gli appena 40 chilometri Assergi-Teramo costano 4 euro.
Mano al portafoglio, dunque, e via ingranando la marcia. E dire che gli abruzzesi negli ultimi 11 anni, cioè da quando la società di Toto ha preso in mano la tratta autostradale,  hanno dovuto fare i conti con importanti aumenti.
Se si calcolano solo quelli degli ultimi 9 anni (dati ricostruibili con la ricerca di vecchi articoli di stampa) si calcola che le tariffe dell’autostrada dei Parchi sono cresciute del 43%. Nel 2008, infatti, si registrò il + 2,4%. Solo due anni prima, nel 2006 si verificò il tanto contestato aumento del 5,8% poi impugnato davanti al Tar. Nel 2009 il Ministero preferì non infierire sul territorio terremotato ma ha praticamente recuperato negli anni successivi. Dal 1° gennaio 2010, infatti, nuovo aumento del 4,78% sull’autostrada abruzzese (contro l’aumento generale del 2,4% per le altre tratte), il 1° gennaio 2011 un altro +8% (anche questa volta ben al di sopra della media nazionale del +3%).


E poi ancora: il 1° gennaio 2012 un bel +8,06%, nel 2013 un ulteriore aumento del 6% fino ad arrivare al +8% di tre giorni fa.
Se oggi la Regione tace nel 2006 l’allora governatore Ottaviano Del Turco chiese l’intervento del ministro dell’epoca, Antonio Di Pietro, si scagliò contro i «caimani» delle autostrade  e si appellò al Tar contro gli aumenti. Sulla questione l’ex presidente tornò a parlare anche pochi giorni dopo la sua scarcerazione e, senza fare nomi, tirò nuovamente in ballo il termine «caimani» per parlare di quelli «che hanno avuto in dono un'autostrada quasi gratis più piccola di tutte le altre e che pero' ha una serie di tariffe che sono aumentate con la stessa velocità con cui sono aumentate le altre».
Intanto oggi la Fita-Cna chiede un incontro urgente tra Strada dei Parchi Spa e le Associazioni di categoria per discutere degli aumenti. Il presidente Gianluca Carota parla di «rincari intollerabili, decisamente superiori al prezzo dell’inflazione, che si succedono ormai dal lontano 2003, anno in cui Strada dei Parchi Spa ha acquisito la concessione. Per le imprese – prosegue il presidente degli autotrasportatori CNA – è un’ulteriore penalizzazione in un momento di crisi che vede il settore della movimentazione merci su strada tra i maggiormente colpiti. Inoltre – conclude Carota – vale la pena ricordare quanto accaduto lo scorso mese di novembre quando ai primi fiocchi di neve non si è esitato ad inibire l’accesso ai mezzi pesanti sulle citate autostrade, costringendo gli autisti a rimanere bloccati fuori dai caselli o a transitare per le strade statali con gravi disagi per la circolazione».
Il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha invece annunciato che chiederà al Governo di conoscere i motivi di questa scelta con l'obiettivo di farla riconsiderare nell'interesse dell'Abruzzo, dei pendolari, delle imprese.
«Le ragioni di questo aumento», sostiene Melilla, «non hanno una logica accettabile e in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo dovevano portare ad una diversa riflessione sia l'Autorità di Governo che la Strada dei Parchi spa». 

La Confcommercio di Pescara definisce «vergognoso» il via libera al provvedimento «che investirà in pieno la tratta Pescara-L’Aquila-Roma, in un Abruzzo ancora scosso dalle drammatiche conseguenze del sisma del 2009, che ancora si manifestano profondamente sulla vita sociale ed economica della nostra regione.
Anzi, ci saremmo quasi aspettati non solo il blocco degli aumenti, ma addirittura una riduzione degli stessi, sia a fronte della grave situazione sopra evidenziata, sia in considerazione dei disservizi che giornalmente si incontrano proprio su A24 e A25, dove cantieri e manutenzioni sono presenti costantemente, con i relativi negativi riflessi sulla scorrevolezza del flusso veicolare».
Federconsumatori parla di «scandalo senza fine» e contesta la mancanza di trasparenza sui criteri per la determinazione delle tariffe. L’associazione annuncia che intende acquisire i Decreti dei Ministeri dei Trasporti e dell’Economia, che hanno autorizzato gli ultimi incrementi tariffari, e tutta la relativa documentazione per verificare la possibilità di adottare azioni a tutela degli utenti.

Il segretario provinciale del PD, Mario Mazzetti, ha invece scritto una nota al neo segretario nazionale Matteo Renzi «affinché il Partito Democratico avvii con urgenza azioni volte a ridurre i pedaggi  autostradali e proponga un interrogazione parlamentare al fine di conoscere le motivazioni dei rincari e  tutti gli investimenti compiuti dalle società di gestione necessari a giustificare gli aumenti che da ieri sono in vigore».

a.l.