SCIENZA

Svelato il mistero delle luci che precedono i terremoti

Esaminati 65 casi a partire dal 1600

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Svelato il mistero delle luci che precedono i terremoti


ROMA. Sembra essere finalmente risolto il mistero delle luci che appaiono improvvisamente prima o durante un terremoto.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Seismological Research Letters, e condotto da ricercatori, guidati da Robert Thériault geologo del Ministero delle Risorse Naturali del Quebec in Canada, le luci sismiche, chiamate Eql, sono legate ad un rapido accumulo dell'energia intrappolata tra le faglie del sottosuolo.
Queste correnti elettriche indotte fluiscono in superficie attraverso fenditure dove, ionizzandosi insieme alle molecole d'aria, generano la luminosità osservata. Le luci possono assumere diverse varietà di forme, tra cui le principali sono sfere ferme o fluttuanti nell'aria. I ricercatori hanno esaminato 65 casi di luci correlate con i terremoti a partire dal 1600, l'80% dei quali avevano una magnitudo superiore a 5.0 della scala Richter. «Possiamo considerare queste luci come un fenomeno pre-terremoto - ha detto Thériault - e combinando questi dati con altri tipi di parametri che variano poco prima di un sisma, potremo un giorno tentare di prevedere questi eventi che sono così catastrofici per l'uomo». Le luci sismiche sono apparse, secondo alcune testimonianze anche pochi secondi prima del terremoto che nell'aprile del 2009 ha colpito L'Aquila. Alcune persone hanno visto una luce tremolante alta 10 centimetri sopra il lastricato di via Francesco Crispi nel centro della città.
«Solamente in questi ultimi trent'anni», scrive Massimo Silvestri sul sito Itacomm.net, «dopo che si presentarono prove inoppugnabili come le foto scattate durante i terremoti di Matsushiro (Giappone) che imperversarono dal 1965 al 1967, la comunità scientifica ha condotto diverse ricerche.
«Nel 1910, sul Bollettino della Società Sismologica Italiana viene pubblicato quello che può essere definito il primo catalogo mondiale sui fenomeni luminosi che accompagnano i terremoti, con 148 casi provenienti da tutto il mondo. Nel frattempo il naturalista De Montessus De Ballore riferisce di fenomeni luminosi avvenuti in Cile durante il sisma di Valparaiso del 16 agosto 1916. Le cose non vanno diversamente in Giappone, altra terra che da tempo immemorabile subisce le devastazioni dei terremoti. Anche qui le popolazioni, abituate a convivere con questo flagello, impararono a riconoscere quelle variazioni ambientali che possono presentarsi prima di una scossa e che furono, a torto o a ragione, definite come i segni precursori del sisma.
A seguito del forte terremoto che colpì la penisola di Izu (Jp) il 26 novembre 1930, vi furono talmente tanti fenomeni luminosi e di tale intensità, che si riuscì a raccogliere più di 1500 testimonianze».