SALUTE E GIUSTIZIA

Stamina: attesa super-consulenza a medici farmacologici

A inizio 2014 potrebbero arrivare avvisi conclusione indagini

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2903

Stamina: attesa super-consulenza a medici farmacologici

Davide Vannoni





TORINO. Si avvia verso la conclusione l'inchiesta torinese su Stamina. Il pm Raffaele Guariniello, che indaga dal 2009 sul guru della metodica, Davide Vannoni, e sui personaggi del suo entourage, non sembra intenzionato a chiedere ulteriori proroghe dei termini, che stanno per scadere.
I nuovi accertamenti dei carabinieri del Nas, disposti nei giorni scorsi, sono ormai alle battute finali. E non appena avrà sul suo tavolo i risultati della super-consulenza chiesta a un gruppo di medici farmacologi, il magistrato potrebbe inviare - all'inizio del 2014 - i primi avvisi di conclusione delle indagini.
A Torino gli indagati, nell'ambito dell'inchiesta del 2012, sono una dozzina, più quelli - iscritti di recente - degli Spedali Civili di Brescia, che hanno intrapreso terapie con cellule staminali 'a uso compassionevole'. Vannoni, 44 anni, professore associato di scienze cognitive, è in prima fila nella veste di presidente della Stamina Foundation.
Quella che si presentava come una onlus, secondo gli inquirenti subalpini, aveva un vertice «animato dall'intento - si legge nel capo d'accusa - di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza. Gente che invitava i clienti a 'non dire nulla in giro' perché 'queste procedure sono vietate' e che, conversando, si lasciava scappare frasi come 'per fortuna i malati sono in aumento'».
La sedicente onlus, sostiene la procura, chiedeva ai pazienti dai 30 ai 50 mila euro e raccomandava che la causale del bonifico riportasse la dicitura 'donazione', dal momento che i trattamenti non erano consentiti. Le accuse spaziano dall'associazione per delinquere alla truffa e alla somministrazione di farmaci pericolosi. L'associazione presieduta da Vannoni operava, sempre secondo l'accusa, in «più strutture, alcune palesemente inidonee e ricavate da scantinati».
In altri casi le sedi erano state «nascoste a San Marino nel palese intento di sfuggire ai controlli istituzionali previsti in Italia». A Torino, peraltro, c'era già stato, il 27 marzo 2008, un "parere negativo" formulato dall'Ordine dei medici. Accuse che Vannoni respinge. «Non ho truffato nessuno, continueremo la sperimentazione all'estero», ha sempre sostenuto il padre del metodo al centro delle polemiche, una laurea in Lettere e Filosofia ma "a suo dire neuroscienziato", come dicono le carte processuali.
Per oggi è attesa una conferenza stampa dei genitori dei pazienti di Stamina dopo che ieri si è appreso che non ci sarebbe alcuna prova documentata di miglioramenti reali nei pazienti sottoposti al trattamento. E' quanto appare dalle 36 schede di sintesi delle cartelle cliniche elaborate dagli Spedali Riuniti di Brescia e consegnate agli esperti del primo Comitato istituito dal Ministero della Salute.
Dati che riguardano 21 bambini e 15 adulti con 13 malattie molto differenti fra di loro. Gli esperti della Commissione hanno ricevuto da Brescia quindi solo una estrema sintesi delle già lacunose cartelle cliniche a disposizione. Nel materiale, tutto segretato e di cui l'Ansa è venuta in possesso, vengono riportati solo alcuni casi di miglioramento auto-valutato dal paziente o dalla famiglia, ma non certificato dalle analisi. Più precisamente si tratta di tre adulti e un caso pediatrico, per i quali, nelle stesse schede, si precisa che mancano le prove e che la situazione, secondo la valutazione dei medici, è invece stabile. E mentre si attende che il ministro della Salute nomini il nuovo gruppo di esperti per dare il parere sul trattamento, emergono nuovi elementi che contribuiscono a rendere il quadro della vicenda più chiaro, ma anche più inquietante. Nella maggior parte delle schede infatti non vengono riportati effetti collaterali alle infusioni alle quali sono stati sottoposti i malati, ma negli aggiornamenti più recenti, fermi al 25 novembre, non si registrano miglioramenti. In sostanza le 'anomale' cartelle cliniche del caso Stamina, non provano nulla di quello che Davide Vannoni, ma anche le famiglie dei malati sostengono. Speranze ancora spezzate dai pochi dati scientifici a disposizione del mondo medico e del comitato di esperti nominato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. 

Oggi, come detto, la parola passerà alle famiglie che a Roma hanno annunciato di portare le prove che il trattamento, invece, funziona.
Vannoni sostiene che quelle di Brescia sono cartelle cliniche che provano solo l'assenza di effetti collaterali essendo terapie compassionevoli. Si tratta di malattie, quelle trattate nell'ospedale lombardo, tutte diverse, con cause profondamente differenti: alcune sono infatti malattie genetiche, altre acquisite come la encefalopattia neonatale (che a differenza delle altre è stabile). E anche fra le malattie progressive dei malati che si sono rivolti a Stamina il percorso è differente, con gradi e velocità di aggravamento specifici per ogni tipo, ma per i quali erano previste sempre le stesse infusioni, dopo le quali non è mai stato però registrato un miglioramento. Fra le malattie trattate nei pazienti pediatrici compaiono due casi di Morbo di Krabbe, sette di Sma, ben 6 casi di Morbo di Nieman Pic, Morbo di Tay-Sachs, e due casi di Leucodistrofia Metacromatica. Per altri bambini sono state chieste cure perché affetti dal Morbo di Sandhoff, e in due casi da Encefalopatia Neonatale. Fra gli adulti compare la Sindrome di Kennedy, cinque casi di Sla, cinque di Morbo di Parkinson, parchinsonismo atipico, Slerosi Multipla, un caso di Sma tipo 3 e atrofia multisistemica. Ed è quest'ultimo il caso del paziente deceduto dopo due settimane dalla sola infusione fatta nel febbraio 2012