SALUTE

La ricetta medica elettronica divide l'Italia

Bene Sicilia e Val D'Aosta, Veneto a regime in primavera

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2767

medico ricette




ROMA. Solo Sicilia e Val D'Aosta si avvicinano all'obiettivo di emettere il 60% delle ricette mediche dematerializzate entro il 2013, come previsto dall'agenda digitale del Governo Monti.
Tutte le altre Regioni invece arrancano, si fermano, tentennano. Ma il 2014 potrebbe essere un anno di svolta, in particolare per il Veneto, che ha appena terminato la fase di sperimentazione e lancia l'obiettivo di entrare a regime già dalla prossima primavera. A fare il punto alla vigilia del nuovo anno è Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma, la società di Federfarma che si occupa di monitorare il passaggio dal cartaceo all'elettronico, che consentirà, una volta a regime, di ridurre gli errori prescrittivi, ottenere un controllo dei costi più preciso e rapido rispetto ai sistemi tradizionali di elaborazione e di ridurre, secondo le stime, del 30% della spesa farmaceutica.
Niente più ricetta rossa, quindi, nel prossimo futuro: al cittadino basterà la tessera sanitaria e il promemoria con i codici identificativi di medico e paziente. Ma le regioni marciano, per ora, in ordine sparso e a velocità molto diverse.
«A fare da apripista alla digitalizzazione della ricetta è stata la Val d'Aosta, dove l'esiguo numero di farmacie e medici ha reso più agevole il cambiamento, ora portato a compimento. Molise e Basilicata sono appena entrate a regime, ma non senza intoppi. In Friuli Venezia Giulia, invece, sta per iniziare la sperimentazione, così come in Piemonte», ciò significa «che sono state individuate farmacie e medici a campione per evidenziare anomalie e problematiche della dematerializzazione», spiega Petrosillo. Le altre regioni stanno sperimentando il sistema, mentre l'unica ad esser partita a regime senza prima fare un test, lo scorso settembre, è stata la Sicilia. «Si è partiti impreparati - prosegue Petrosillo - ma ora si fanno centinaia di migliaia di ricette dematerializzate ogni mese», «nonostante non manchino le criticità». Ad esempio, la mancanza di collegamenti internet o una piattaforma di gestione del sistema troppo lenta, «al punto che a volte ci si mettono 3 minuti per aprire una ricetta elettronica». Ma motivo di tanta eterogeneità, è anche la differenza tra i due sistemi con cui il farmacista trasmette i dati telematicamente. Il meno problematico Sac (Sistema di accoglienza centrale) utilizzato in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Liguria, Val D'Aosta, Molise, Sicilia, e il Sar (Sistema di accoglienza regionale), adottato da regioni come Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Toscana, Trento e Bolzano, Marche e Puglia, che secondo l'Ad di Promofarma, «pur se partite prima, stanno riscontrando più difficoltà». Tra queste anche il Veneto, che però ha finalmente terminato la sperimentazione in due delle 23 aziende sanitarie regionali, quelle di Treviso e Belluno. «Ora stiamo estendendo la novità anche a tutte le altre con l'obiettivo di essere a regime entro primavera 2014», dichiara all'Ansa Claudio Saccavini, direttore tecnico di Arsenàl.it, il Centro Ricerca e Innovazione per la sanità digitale regionale.