IL FATTO

Francobolli, no al ricordo della Carboneria, sì alla Nutella

Bocciata la proposta arrivata dall’Abruzzo

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Francobolli, no al ricordo della Carboneria, sì alla Nutella




ABRUZZO. Il 5 dicembre scorso la Commissione Filatelica presieduta dal vice ministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, si è riunita per approvare il Piano Filatelico 2014.
Rispetto agli anni precedenti ciò che balza subito all’occhio è la riduzione del numero dei “temi” approvati. Infatti nel passato il Poligrafico dello Stato ha sempre stampato circa una cinquantina di tipologie di Valori Bollati mentre per il 2014 non ne saranno stampati più di trentanove.
Così in maniera inversamente proporzionale, rispetto agli anni passati, molti di più sono stati i proponenti esclusi. Tra di essi vi è anche il Comitato per il “Bicentenario della prima rivolta carbonara d’Italia” presieduto da Lorenzo Valloreja, storico e giornalista abruzzese, al quale la bocciatura non è andata proprio giù.
«L’attuale Governo disconosce il risorgimento italiano. Al posto dei Carbonari, dei moti, della Storia, il Governo Letta preferisce la “Nutella”… e si perché circa due anni or sono il Comitato da me presieduto, seguendo pedissequamente le direttive di Legge, ha presentato presso il Ministero dello Sviluppo Economico una richiesta formale per l’emissione, nella primavera 2014, di un Francobollo Commemorativo che ricordasse le gesta della Prima Rivolta Carbonara d’Italia, moto che si è svolto in Abruzzo nel marzo del 1814. In tale circostanza diversi Comuni del circondario di Penne (oggi provincia di Pescara, all’epoca facente parte dell’Abruzzo Ulteriore I) per quasi due mesi riuscirono ad affrancarsi dalla dominazione straniera costituendosi in una Repubblica carbonara libera e costituzionale. Chiaramente come tutte le insurrezioni preunitarie anche questa finì male e diversi patrioti pagarono con la loro vita, molti altri dovettero riparare nello Stato Pontificio per aver salva la pelle, ma questo non li esentò dall’essere carcerati da parte di Pio VII. Insomma una classica storia da irredentismo italiano».

Alla proposta è stata preferita l’emissione commemorativa sulla “Nutella. «Adesso con tutto il rispetto per la nota azienda italiana ideatrice di questo brand ciò non può essere minimamente accettato», continua Valloreja. «La Nutella con il proprio armamentario retroculturale è certamente ben poca cosa se paragonato ai tanti morti e alle terribili persecuzioni subite da parte dei numerosi martiri della libertà che allora erano chiamati carbonari. Ma la cosa che fa ancora più rabbia è che la nostra proposta è stata poi sottoscritta, prima della riunione della commissione, da una trentina di amministrazioni locali (e molte altre manifesterebbero la loro solidarietà se solo il Ministero ci desse ancora la possibilità di farlo) che hanno inviato altrettante missive per perorare la nostra causa. Tra di esse ben sei risultano essere amministrazioni provinciali, cioè: L’Aquila, Teramo, Chieti, Pescara, Rieti e Campobasso».
Lo scorso 15 dicembre Valloreja ha indirizzato due missive di protesta ufficiale nei confronti del Ministro Zanonato, vice ministro Catricalà ed un’altra lettera con la richiesta d’aiuto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.