L'ULTIMA "PORCATA"

Emendamento «porcata» sulle slot machine, la ‘mamma’ è Federica Chiavaroli

La senatrice abruzzese porta in aula una ‘modifica’ che fa discutere

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

9299

Federica Chiavaroli

Federica Chiavaroli




ABRUZZO. Il governo ha deciso di trasferire meno soldi ai Comuni e alle Regioni che pongono ostacoli normativi al proliferare delle slot machine.
L'emendamento passato in Senato ha già sollevato un polverone e si è guadagnato il soprannome di «porcata» (copyrigt Matteo Renzi). Chi è la ‘mamma’ di questa genialata che ha ottenuto 140 voti di altrettanti senatori di Partito democratico (c'è anche l'aquilana Stefania Pezzopane), Scelta Civica, Ncd e Gal? La senatrice pescarese del Nuovo Centro Destra Federica Chiavaroli.
Imprenditrice attiva nel settore dell’istruzione privata e della formazione A Pescara, 43 anni, presidente dei Giovani industriali di Pescara, Chiavaroli nei mesi scorsi è stata tra le prime ad ‘abbandonare’ Silvio Berlusconi ed unirsi alla squadra dei ‘dissidenti’ del centrodestra che hanno poi dato vita al Nuovo centro destra guidata da Angelino Alfano.
E’ lei, dunque, il volto di un governo che appare sempre più sbilanciato a favore del settore del gioco d’azzardo: la polemica va avanti da mesi, dopo le interrogazioni in Parlamento del Movimento 5 Stelle ed una serie di inchieste della trasmissione Le Iene che hanno tentato di parlare della questione direttamente con il premier Letta, ricevendo però in cambio poco o nulla. 

Secondo la senatrice Chiavaroli le polemiche di queste ore sarebbero esagerate nate e ci si dimentica «che lo Stato ha la responsabilità finanziaria dei conti generali. Abbiamo approvato un ordine del giorno per una rivisitazione generale della normativa. Il governo si è dimostrato disponibile».
«Il mio emendamento», spiega la senatrice al Fatto Quotidiano, «è una norma tampone, emergenziale. Se Comuni e Regioni fanno normative stringenti nei confronti di chi, dopo aver ottenuto le concessioni, deve materialmente dotarsi delle attrezzature e dei locali per usufruirne, si rischia di ingenerare un contenzioso tra lo Stato e i concessionari e inoltre si mettono in pericolo le entrate sulle quali poggiano le spese pubbliche. Abbiamo agito in base alle notizie contenute in una relazione del Monopolio, è lì che si segnalano i rischi che le dicevo».
La senatrice sostiene che il suo emendamento «non voleva avere nessun intento punitivo nei confronti degli enti locali che adottano misure restrittive nei confronti del gioco d'azzardo. Voleva solo essere un'indicazione circa la necessità di convocare un tavolo tra governo e comuni per capire come vadano ripartite le competenze. Obiettivo: evitare che si ingenerino contenziosi che rischiano di essere numerosi a carico dello Stato».
Il Movimento 5 Stelle parla di emendamento «da Stato cravattaro». «Che vergogna! La potente e ricchissima lobby delle slot e del gioco d'azzardo ha colpito ancora», ha scritto su Facebook Roberto Maroni (Lega).
«Non è possibile - ha detto Renzi- che ci sia una corsia preferenziale per i partiti penalizzando il non profit. Ci deve essere parità di regole e questo è fondamentale». 

EMAIL BOMBING CONTRO CHIAVAROLI
Il Movimento 5 Stelle intanto si fa promotore di una iniziativa di email bombing contro Chiavaroli e invita i cittadini a scrivergli una email con il testo «reputiamo l'emendamento da lei presentato su enti locali e slot machine vergognoso e frutto di una logica politica al servizio più delle potenti lobby economiche che dei cittadini. Da abruzzese, le chiediamo di rimediare, qualora non sia stato già fatto, a questo episodio che getta discredito a tutta la nostra Regione, essendone lei una rappresentante istituzionale, di chiarire le ragioni che l'hanno spinta a difendere la potente lobby delle slot machine contro quei comuni che invece volevano tutelare i propri cittadini, e di chiedere pubblicamente scusa per l'iniziativa parlamentare da molti contestata».
Intanto il decreto scade il 30 dicembre e la Camera ha 5 giorni per lavorarlo in commissione e approvarlo. «Se verrà modificato alla Camera (per espungere la «porcata») non ce la farà mai a tornare al Senato in tempo per essere approvato», denuncia Luigi Di Maio. «Gli propongo una cosa: facciamo decadere il Decreto Legge, lasciamolo arenarsi alla Camera e il 30 dicembre scomparirà dall'ordinamento. Renzi, le hai le "palle d'acciaio" per far decadere il decreto? Hai il consenso dei tuoi gruppi parlamentari per salvare la vita altre centinaia di Italiani che finiranno nella morsa del gioco d'azzardo?»
EMAIL BOMBING CONTRO CHIAVAROLI

Il Movimento 5 Stelle intanto si fa promotore di una iniziativa di email bombing contro Chiavaroli e invita i cittadini a scrivergli una email con il testo «reputiamo l'emendamento da lei presentato su enti locali e slot machine vergognoso e frutto di una logica politica al servizio più delle potenti lobby economiche che dei cittadini. Da abruzzese, le chiediamo di rimediare, qualora non sia stato già fatto, a questo episodio che getta discredito a tutta la nostra Regione, essendone lei una rappresentante istituzionale, di chiarire le ragioni che l'hanno spinta a difendere la potente lobby delle slot machine contro quei comuni che invece volevano tutelare i propri cittadini, e di chiedere pubblicamente scusa per l'iniziativa parlamentare da molti contestata».Intanto il decreto scade il 30 dicembre e la Camera ha 5 giorni per lavorarlo in commissione e approvarlo. «Se verrà modificato alla Camera (per espungere la «porcata») non ce la farà mai a tornare al Senato in tempo per essere approvato», denuncia Luigi Di Maio. «Gli propongo una cosa: facciamo decadere il Decreto Legge, lasciamolo arenarsi alla Camera e il 30 dicembre scomparirà dall'ordinamento. Renzi, le hai le "palle d'acciaio" per far decadere il decreto? Hai il consenso dei tuoi gruppi parlamentari per salvare la vita altre centinaia di Italiani che finiranno nella morsa del gioco d'azzardo?»