IL FATTO

Abruzzo. Inchiesta De Fanis, la procura indagherà sulla fuga di notizie

Scalpore per il “contratto per fare sesso” trovato a casa della segretaria Zingariello

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Federico De Siervo

Il procuratore De Siervo



PESCARA. La Procura di Pescara aprirà un fascicolo con l'ipotesi di fuga di notizie in merito a quanto dichiarato dalla segretaria dell'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis.
Lucia Zingariello ha raccontato ai magistrati che l'assessore De Fanis, arrestato il 12 novembre scorso, sarebbe stato avvisato del procedimento a suo carico e della possibilità di un arresto durante una Giunta regionale prima dell'estate, forse tra il mese di giugno o luglio.
L'indagine a suo carico per tangenti prese il via a marzo dopo le dichiarazioni di un imprenditore abruzzese il quale si era rivolto a De Fanis per contributi regionali. Le indagini hanno appurato la concussione di De Fanis il quale avrebbe a sua volta detto alla segretaria di essere stato avvisato per tempo dell'inchiesta nei suoi confronti. Secondo quanto rivelato dalla segretaria l'inchiesta a carico di De Fanis sarebbe stata a conoscenza dei vertici regionali e del suo partito, il Pdl.
L’apertura di un nuovo fascicolo è di fatto un atto obbligato della procura vista la notizia di reato anche se dalle stesse intercettazioni emergeva in maniera chiara che l’assessore sapeva di essere intercettato.
La fuga di notizie oltre che essere un reato gravissimo ha di fatto depotenziato l’inchiesta ma non vanificata come invece è successo tutte le volte che la procura di Pescara indagava sulla politica. Ad ogni modo sarà davvero difficile risalire all’autore materiale.
Con molta probabilità il fascicolo rimarrà vuoto e dovrà essere chiuso per mancanza di prove.
Quello delle fughe di notizie è un argomento molto delicato che però è una costante da quando la procura di Pescara nel 2006 decise di iniziare a indagare sulla corruzione dei pubblici ufficiali. A memoria d’uomo non si ricorda una sola talpa scoperta dalle indagini poi partite e nulla sortirà anche da una molte recente e chiacchierata destinata alla archiviazione dopo aver individuato l’ambito di provenienza ed alcuni soggetti che secondo alcuni indizi potevano essere indicati come coloro che hanno portato i segreti delle indagini fuori dalla procura.
Questa volta invece nell’inchiesta De Fanis la fuga di notizie ha avuto ripercussioni maggiori anche sulla politica regionale e forse sulla decisione che riguarda le elezioni.
Bisognerà ripassare al setaccio tutte le intercettazioni e capire se possano emergere indizi utili per individuare le persone che hanno diffuso la notizia segreta per avvantaggiare politici ma anche per  ottenere qualcosa in cambio.
 
CONTRATTO D’AMORE
Ha fatto scalpore oggi la notizia del ritrovamento di alcuni fogli strappati,recuperati e ricostruiti dagli inquirenti durante una perquisizione a casa di Lucia Zingariello.
Secondo quanto è emerso si tratterebbe di un contratto o di un accordo per fare sesso una volta a settimana.
Il contratto sarebbe stato sottoscritto da De Fanis e la sua segretaria nonché ex amante, un documento che prevedeva anche un compenso onnicomprensivo per le mansioni da segretaria (pagate con i soldi della Regione).
Non si sa se davvero chi indaga possa credere all’autenticità di questo documento che oscilla tra l’idiozia ed il puerile ma di certo non si può parlare di costrizione da parte dell’ex assessore verso la donna, almeno in senso stretto. Non era propriamente un segreto che i due avessero una relazione amorosa e si frequentavano assiduamente durante la giornata ed anche nelle ore serali.
 
Arriva pronta anche la risposta dell’avvocato di De Fanis che ridimensiona e chiarisce la versione del suo cliente.
«Siamo sconcertati, non è vero, ci chiediamo che cosa vale e a quale scopo».
 È il commento dell' avvocato, Domenico Frattura, «stiamo valutando in queste ore se presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara o querele di parte, perché non è accettabile questa denigrazione e De Fanis mi ha detto che è una cosa completamente infondata. Ma che scherziamo? Messa così non è assolutamente vera».
 Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica l'assessore avrebbe fatto firmare alla segretaria l'obbligo di un rapporto sessuale alla settimana.
«Aspettiamo di leggere le carte - continua - perché se fosse così verrebbe fuori il quadro di un De Fanis prepotente, arrogante e squallido, mentre qui non c'è nessun meretricio ma il segreto di Pulcinella: tra i due c'era una relazione amorosa, con normali confidenze e atti scherzosi».
 L'avvocato Frattura ritiene però più grave «un'eventuale fuga di notizie a un interrogatorio secretato. Ci chiediamo allora perché una cosa senza valore penale venga fuori adesso o se addirittura possa essere stata manipolata. Ecco perché valutiamo ogni azione legale».