L'INCHIESTA

Calcioscommesse, 'Civ' e il 'Vecchio', le mani di Mister X sul calcio

In contatto con calciatori e dirigenti. Spadaro, 'non vendo fumo'

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Calcioscommesse, 'Civ' e il 'Vecchio', le mani di Mister X sul calcio




CREMONA. Il 'Civ' e il 'Vecchio' entrano nei sancta sanctorum delle squadre di A. Vanno in giro con mezza dozzina di cellulari dedicati e intestati a prestanome, promettono "pacchetti" di partite "sicure" in vendita a 700/800mila euro che sveleranno solo a mezzora dal fischio d'inizio, se ne fregano di tre anni d'inchiesta tanto da parlare così al telefono 8 mesi fa: «compare io non vendo fumo lo sai... gli devi dire che ho i soldi... che possiamo investire qualsiasi cosa».
L'ultima fase dell'inchiesta della procura di Cremona sul marcio nel mondo del calcio svela il volto di quelli che per mesi sulle pagine dei giornali sono stati indicati come 'Mister X', soggetti sconosciuti all'opinione pubblica e però assai ben inseriti nel mondo del calcio, con entrature tra giocatori e dirigenti. Così dentro che, dice il Gip Guido Salvini nell'ordinanza, «vi è il concreto pericolo che contribuiscano ad ulteriori manipolazioni dei campionati in corso». 

Francesco Bazzani detto 'Il Civ' e Salvatore Spadaro detto "il Vecchio", bolognese il primo, messinese il secondo, da ieri sono in carcere: l'uno dovrà spiegare come e perché, ad esempio, ha avuto accesso a Milanello o in tribuna all'Olimpico per parlare con i dirigenti della Lazio; l'altro dovrà spiegare perché, ad esempio, ai possibili acquirenti dei pacchetti di partite truccate diceva di essere "forte" e di "non sbagliare mai". Il Civ e il Vecchio hanno una rete di contatti smisurata: «il Civ - scrive Salvini - è una sorta di passaggio obbligato» per tutti coloro che vogliono accedere a questo mondo. Amico di Beppe Signori, con il quale ha circa 3mila contatti telefonici nel periodo in cui è intercettato, scambia sms con Gattuso e Brocchi, entra a Milanello, parla al telefono con persone che gli chiedono notizie su Inter, Milan, Parma, Genoa, Fiorentina. Il Vecchio invece è quello che tiene i contatti con gli zingari Ilievskj e Gegic, è sempre ad uno dei sei telefoni che ha a disposizione e che lui chiama "accendini tipici", è sempre a Milano nei periodi "caldi", cioè qualche giorno prima o dopo le partite sospette, all'Hotel Una Tocq di Milano, il quartier generale delle combine. «E' un uomo sui 60 anni - dice Gegic del Vecchio - robusto, con i capelli solo sulle tempie. Proponeva la vincita su partite di serie A manipolate, chiedendo 600mila euro. Erano partite a scatola chiusa cioè solo mezzora prima si sarebbe saputo di quale partita si trattava ma tale persona diceva che non sbagliava mai». «Era vestito elegantemente, credo con giacca e cravatta - aggiunge Ivan Tisci (altro arrestato nella prima fase d'indagine, ndr) - e aveva un accento spiccatamente siciliano. Era piuttosto riservato nei miei confronti... mi disse solo che si trattava di una persona che diceva di essere 'forte' e di essere legato a società e dirigenti di squadre di calcio». Il soprannome Civ, scrive il Gip, viene dall'inglese 'Chief' storpiato, cioè capo: «un ruolo sovraordinato» il suo, «l'unico che poteva consentire di accedere ai piani più alti delle scommesse truccate». L'ex giocatore del Bari Antonio Bellavista, ne parla così: «Civ si mette in tasca 300 con il vecchietto». E Erodiani precisa meglio: «i bolognesi mi dissero che il Civ per i suoi interventi nell'ambito della serie A si prendeva anche 7/800mila euro comprensivi del denaro per la corruzione». Che i due siano in contatto, per gli inquirenti non ci sono dubbi: i loro rapporti «emergono inconfutabilmente» quando Spadaro prenota una camera all'Hotel Leonardo da Vinci di Milano, la loro base, per Bazzani. Il Civ e il Vecchio sono lì tra il 6 e il 7 aprile 2011. «Si tratta di personaggi chiave - conclude il Gip - in una posizione tale da condizionare i più importanti accordi corruttivi». E anche quando salta la combine, come in occasione di Inter-Lecce che doveva finire con un over e invece si conclude solo con un 1-0, c'è la risposta: «questi - dice Bellavista - non hanno chiamato il Civ».