mercoledì 22 ottobre 2014

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Giustizia: Fonici e stenotipisti dei Tribunali: «serve concorso pubblico per le assunzioni»

L’associazione Anrv chiede certezze per gli oltre 2000 impiegati

Giustizia: Fonici e stenotipisti dei Tribunali: «serve concorso pubblico per le assunzioni»




PESCARA. «Non ci sia disparità di trattamento tra i tirocinanti della Giustizia e i Fonici-Trascrittori-Stenotipisti della Giustizia che lavorano nella stessa realtà».
E’ questa la richiesta dell’associazione Anrv (Associazione Nazionale Resocontisti e Verbalizzatori) che suggerisce che si faccia un concorso riservato a coloro che hanno svolto e che svolgono da anni il proprio lavoro negli uffici giudiziari.
I fonici trascrittori stenotipisti sono circa 2.000 in tutta Italia: il loro lavoro consiste nel registrare i processi penali, successivamente trascriverli e formare dei veri e propri verbali, che hanno un’importante valenza processuale, senza i quali il processo può essere invalidato.
«Negli anni», raccontano dall’associazione, «abbiamo acquisito un’ottima velocità nella battitura dei testi e un’ottima conoscenza dell’informatica. Non è un lavoro sporadico, che occasionalmente ci viene affidato, è un lavoro continuo, costante per i Tribunali e lavoriamo su dati sensibili».
Per il delicatissimo lavoro che viene loro affidato devono prestare giuramento davanti ai Presidenti di Corte d’Appello o di Tribunale a seconda delle giurisdizioni in cui sono impiegati. Si intuisce, pertanto, che per lo svolgimento di tali funzioni occorre necessariamente che l’operatore abbia professionalità, serietà e, soprattutto, segretezza. L’assunzione avviene tramite ditte esterne che partecipano a gare d’appalto che bandisce il Ministero ogni due anni.
Le ditte che si aggiudicano l’appalto, hanno la facoltà di riassumere o meno i dipendenti che hanno già svolto tale lavoro, di stipulare contratti capestro che producono come conseguenza condizioni estremamente penalizzanti sia dal punto di vista del lavoro ma, soprattutto, dal punto di vista economico.
I lavoratori, inoltre, non hanno nessuna copertura sindacale, denuncia l’Anrv, «ai fini della tutela dei diritti fondamentali».

In relazione alle condizioni esposte è stata dedicata una puntata del noto programma “Report”, dello 02 dicembre 2013, che ha evidenziato i punti oscuri e gli sprechi di denaro dello Stato, (Consip), relativamente alle gare d’appalto della pubblica amministrazione. I fondi per la fonoregistrazione, trascrizione e stenotipia non sono “Fondi Europei”, sono fondi che il Ministero deve necessariamente, puntualmente, ogni due anni, erogare per il Servizio di Documentazione degli Atti Processuali Penali.
«Ciò fa riflettere che, con molta probabilità, con l’assunzione diretta da parte del Ministero di tale personale», sottolinea l’associazione nazionale, «i costi sarebbero inferiori e si darebbe possibilità di occupazione definitiva a molti lavoratori, che potrebbero svolgere più mansioni all’interno dei Tribunali. Anche perché, se non soprattutto, l’affidamento alle ditte esterne per il servizio della fono-trascrizione dovrebbe essere del tutto provvisorio e temporaneo in virtù dell’art. 135, secondo comma, del Codice di Procedura Penale e degli art. 50 e 51 delle disposizioni di attuazione di tale codice, dal quale si evince chiaramente che l’utilizzazione del personale esterno all’Amministrazione, dovrebbe essere un’ipotesi residuale, ossia, da compiere solamente in mancanza di personale interno che sappia adoperare l’apparecchiatura atta allo scopo. Considerato che gli uffici giudiziari soffrono di una cronica, annosa, carenza di personale amministrativo che non potrebbe mai essere impiegato per la registrazione e trascrizione dei processi, si giustifica ancor di più l’assunzione dei fonici, trascrittori, stenotipisti, ormai qualificato in maniera eccellente, considerata l’esperienza acquisita in vent’ anni». Ulteriore motivo di risparmio è costituito dal fatto che i fonici, trascrittori, stenotipisti, sono in possesso (di loro proprietà) di attrezzature e strumenti vari per lo svolgimento del servizio.
Si chiede, comunque, che non ci sia una disparità di trattamento con i tirocinanti della Giustizia.

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3409

17/12/2013 - 09:50

La Redazione

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