LA SENTENZA

Operai morirono su A1: condannati a quattro anni dirigenti della Toto

Assolto però l’ad Alfonso Toto. Risarcimenti da 800 mila euro

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2317

Operai morirono su A1: condannati a quattro anni dirigenti della Toto

Un cantiere della Toto spa




FIRENZE. Quattro condanne, la più alta a 4 anni di reclusione, e due assoluzioni al processo, in tribunale a Firenze, per la morte dei tre operai che precipitarono il 2 ottobre 2008 da una piattaforma utilizzata per la costruzione del pilone di un viadotto per la Variante di valico, a Barberino del Mugello.
Tra gli imputati assolti Alfonso Toto, ad della Toto costruzioni generali, azienda vincitrice dell'appalto la quale, come responsabile civile, dovrà pagare insieme ai condannati, in solido tra loro, oltre 820.000 euro di risarcimento all'Inail (riconosciuta intanto una provvisionale di 400.000 euro). Applicata inoltre alla Toto una sanzione amministrativa di 360.000 euro.
E’ stata ordinata la confisca dei profitti per i lavori effettuati con le piattaforme.
E il giudice ha nominato un commissario giudiziale, nella persona del dirigente dell'uo Grandi opere presso l'Asl di Firenze o di un suo delegato affinché, si legge nel dispositivo, consenta alla Toto di realizzare lavori implicanti l'utilizzo di piattaforme aeree «soltanto previo modulo organizzativo, che preveda la designazione esclusiva, in numero congruo» di dirigenti, preposti e lavoratori, anche di ditte subappaltatrici, «ai quali sia stata preventivamente somministrata approfondita istruzione, formazione e sperimentazione pratica»

Tra i quattro condannati, tutti per omicidio colposo, due sono dirigenti-dipendenti della Toto: Francesco Talone, a cui sono stati inflitti quattro anni di reclusione, e Alessandro Toscan, condannato a tre anni. Gli altri due condannati sono Augusto Antonini e Alessandro Bonanni, titolare dell'Antonini srl e legale rappresentante della Manutenzioni strade srl, due aziende che lavoravano in subappalto: due anni e mezzo di reclusione a entrambi.
Insieme ad Alfonso Toto assolto un suo preposto, Francesco Contu, per il quale aveva chiesto l'assoluzione lo stesso pm. Il giudice ha anche disposto una sanzione amministrativa per Manutenzioni strade di centomila euro. I tre operai morti, Giovanni Mesiti, 49 anni, di Locri (Reggio Calabria), Rosario Caruso, 26 anni, di Sinopoli, e Gaetano Cervicato, 45, di Melito (Napoli) precipitarono da circa 40 metri per «lo sganciamento della pedana sulla quale si trovavano».
Un quarto operaio si salvò per miracolo. Per l'accusa l'incidente fu causato dall'errato montaggio del sistema di ancoraggio: per il serraggio del cono sarebbe stata usata una vite di dimensioni inferiori a quelle prescritte. La piattaforma era stata montata il giorno prima dell'incidente. Altri due imputati dell'inchiesta erano già stati condannati in primo grado l'anno scorso.
Inizialmente si erano costituiti parte civile anche i familiari dei tre operai deceduti, poi usciti dal processo dopo un accordo transattivo per il risarcimento dei danni. Così come parte civile è rimasta l'Inail.