LA NORMA

Meno piombo nell'acqua potabile, 26 dicembre scatta norma

Scende da 25 a 10 microgrammi, il rischio nelle vecchie tubature

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Meno piombo nell'acqua potabile, 26 dicembre scatta norma




ROMA. Meno piombo nell'acqua potabile: è con questo obiettivo che dal prossimo 26 dicembre scatteranno in Italia i nuovi limiti previsti da un Decreto legislativo del 2001 che ridurranno da 25 microgrammi per litro a 10 microgrammi per litro, la presenza tollerata per legge.
In sostanza, si riduce di oltre la metà la quantità massima tollerata in questi anni di transizione. Il piombo è un metallo tossico. Causa disturbi neurologici e del comportamento, ma anche malattie cardiovascolari ed è recentissimo l'ultimo allarme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per proteggere i bambini dall'esposizione ambientale al piombo che può causare ritardi nello sviluppo neurologico, come ricorda anche la "Nota informativa in merito alla potenziale contaminazione da piombo in acque destinate a consumo umano" pubblicata dall'Istituto Superiore di Sanità. E nel documento si ricorda che «é importante evitare l'assunzione di acqua contenente livelli di piombo superiori ai limiti di legge, soprattutto per le donne in stato di gravidanza, neonati e bambini al di sotto dei 6 anni di età».
Il vero rischio, alla luce di tutti i controlli realizzati in questi anni, è legato alle vecchie tubature nei vecchi palazzi, come quelli ad esempio dei centri storici. I controlli a monte, nel percorso dagli acquedotti fino agli edifici, infatti non hanno registrato problemi. A Firenze - è questo il caso citato nel documento - è stata stimata una quota di circa il 30% di edifici a rischio ed è stato trovato un superamento del valore di 10 microgrammi per litro nel 5% dei campioni analizzati. In caso di edificio pubblico la Asl può intervenire per obbligare ad un intervento, anche se non è chiaro quali possano essere le eventuali sanzioni.
«La rimozione del piombo in contatto con l'acqua è l'unica soluzione definitivamente efficace per eliminare il rischio», spiega l'Istituto Superiore di Sanità consigliando la sostituzione dei materiali contenenti piombo a contatto con l'acqua potabile con gli altri materiali in regola con le norme. Nel frattempo per evitare il rischio, in caso di sospetto che le tubature di casa non siano a regola, come soluzione temporanea si consiglia di non utilizzare per bere o preparare alimenti l'acqua che ha ristagnato nelle tubature per un tempo prolungato (orientativamente superiore alle 4 ore).
Qualora l'acqua non sia stata utilizzata per un periodo di tempo prolungato (ad esempio nel caso del primo flusso della mattina dopo la stagnazione notturna o dopo un periodo prolungato di assenza dall'abitazione) è necessario lasciar scorrere l'acqua per alcuni minuti prima di utilizzarla per bere o cucinare. Ma serve ricordare che il tempo necessario per il ricambio dell'acqua nell'impianto domestico dell'edificio è differente a seconda della lunghezza e complessità dell'impianto.